Signoraggio FAQ

Ringraziamo la redazione di Carmilla che ha pubblicato le FAQ (domande poste sovente) sul signoraggio scritte da me e Luca Lombardi. Le trovate qui: http://www.carmillaonline.com/2012/03/22/signoraggio-faq-ovvero-come-ho/

Questo post sarà usato per raccogliere commenti, correzioni di eventuali imprecisioni e proposte per nuove domande per futuri aggiornamenti delle FAQ.

A scanso di equivoci, colgo l'occasione per segnalare che il compagno Luca Lombardi che ha scritto con me queste FAQ non è il prof. Luca Lombardi della Facoltà di Ingegneria di Pavia, con cui ho collaborato anni fa da studente universitario. Io d'altronde non sono né un architetto svizzero né un calciatore del varesotto. Si tratta in tutti quei casi di semplici omonimie.

Buona lettura e buon dibattito a tutti.

signoraggio

mi spiace gentili autori, vi sbagliate. il debito pubblico pubblico non esiste perchè lo Stato spende di più di quanto incassa (quasi sempre infatti siamo andati in avanzo primario negli ultimi anni) ma perchè la stessa produzione monetaria avviene a debito costringendo tutti o quasi gli Stati occ a pagare la servitù sul debito, gli interessi sulla base monetaria creata. . la creazione di moneta è debito per tutti tranne che per le banche che la creano ed è tale debito il vero motivo dell'inflazione. se lo Stato si riprendesse la sua sovranità monetaria non avrebbe debito o meglio questo sparirebbe in breve tempo. scusate ma perchè se ne parla solo su internet e mai su TV e giornali? una bella conferenza pubblica no?

Avanzo primario e avanzo secondario

Giusto: lo Stato italiano è stato in avanzo *primario* per buona parte degli ultimi anni. Che cos'è l'avanzo primario? Vuol dire che le entrate sono maggiori delle spese *senza contare gli interessi sul debito pubblico*. Lo Stato italiano è stato però quasi sempre in disavanzo *secondario*, ovvero ha dovuto indebitarsi per pagare gli interessi sul debito. Se una persona si trovasse in condizioni simili, andrebbe inevitabilmente in rovina. Per colpa del disavanzo secondario, pur essendo in avanzo primario l'Italia ha aumentato il suo indebitamento dal 2004 ad oggi.

Sul resto, Si sbaglia, leggendo con più attenzione le FAQ vedrà perché. La produzione di moneta costituisce un guadagno e non una perdita per le casse dello Stato, ho anche dato nelle FAQ le cifre dell'elevato contributo dato in passato dal signoraggio alle entrate pubbliche italiane.

Prima di sparare cazzate

Prima di sparare cazzate dovete leggere i seguenti libri e documenti:

ECONOMIC TRIBULATION
(V.C. Vickers Governor della Bank Of England nel 1910 - OMNI Publications)

THE CREDIT-MONEY BLUE BOOK
(Peter Cook)

RETHINKING OUR CENTRALIZED MONETARY SYSTEM
(Lewis D. Solomon)

"BANKONOMICS" IN ONE LESSON
(Federal Reserve Bank)

THE CREATION AND CONTROL OF MONEY
(Pubblicazione della Institute of Economic Democracy - Paddington)

THE GUERNSEY EXPERIMENT
(Olive and Jan Grubiak)

DEBT VIRUS
(Jacques S. Jaikaran M.D.

A HISTORY OF MONEY CRIMES
(Alexander del Mar M.E.)

THE TRUTH IN MONEY BOOK
(Theodore R. Thoren & Richard F. Warner)

THE FEDERAL RESERVE SYSTEM
Its Purposes And Functions
(Una pubblicazione ad uso interno del Board of Governors
della Federal Reserve System del 1939)

chi spara cazzate?

scusate, sono capitato per caso in questa discussione e l'argomento mi interessa.
si parla molto di debito pubblico legato al signoraggio, mentre il secondo punto sembra smontato da MV il secondo non è ancora chiaro.
vista la mia scarsa conoscenza dell'inglese chiedo quale tesi smonta tutta questa bibliografia citata, chi è che spara cazzate?
grazie

bm

correzione: mentre il

correzione:
mentre il secondo punto sembra smontato da MV il secondo non è ancora chiaro.
voleva essere:
mentre il secondo punto sembra smontato da MV il primo non è ancora chiaro.

BM

Il peccato originale di

Il peccato originale di questo signore, non sta nel complesso della sua analisi economica, a tratti brillante, ma sta nella sua concezione politica della società legata al plus valore, presunto, defraudato agli operai ,la solita minestra riscaldata . In sintesi cosi come un tempo nella civiltà contadina il coltivatore diretto assumeva operai al tempo della raccolta e defraudava gli operai chiamandoli a lavorare e il frutto del raccolto restava tutto suo , cosi il capitalista odierno intasca la differenza del costo materia - lavoro col plusvalore aggiunto . Questo guadagno, che è cosa empia per il marxista- comunista, deve restare tutto allo stato cioè al popolo ,solo cosi la società funziona bene , il che è assurdo !!!. Oggi il capitalista non accumula denaro solo con lo sfruttamento del lavoro, ma producendo moneta a prestito e in più controllando l’energia e il petrolio e tante altre cose….. Questo è un campo nel quale bisogna essere esperti per poter dire qualcosa ,noi possiamo solo biascicarne poche ... Alla fine di tutto però bisogna individuare dove avviene il furto perché li è tutto il problema, sia da una parte e sia dall’altra . Bisogna trovare dove avviene il furto perché alla fine il problema non è ideologico, ma esclusivamente etico. A me interessa sottolineare come queste analisi partigiane che mettono sempre al centro del sistema sociale la solita casta operaia dei salariati, sia oramai superata e non più attendibile perchè è molto molto parziale. Gli operai salariati sono solo una a parte della società liberista che non è composta solo da operai presunti sfruttati, ma da uomini, donne, nuclei familiari ,vecchi, giovani, pensionati ,malati, disoccupati, gay ,lesbiche ,etc. ,ma tutti possono essere derubati nei loro diritti dal capitale e da un sistema finanziario perverso detenuto o dalle lobby o dalle caste o dai complottisti di turno .

eddai

Grazie Mauro e Luca per questo bellissimo e chiarissimo articolo, purtroppo, visto il tono delle risposte qui e su altri siti non credo che avrà fortuna nel far rinsavire i signoraggisti convinti. Funziona proprio come le cattive monete che scacciano quelle buone, a furia di sragionamenti incorreggibili i signoraggisti fanno fuggire quei pochi che ancora tentano di farli rinsavire. Così è successo su Comedonchisciotte dove articoli come il vostro non hanno raccolto altro che critiche sgangherate, vedi il tizio qua sopra (Affus) che ne spara una più grossa dell'altra.

A tal proposito vorrei fargli notare che ... un coltivatore diretto è tale proprio perchè direttamente coltiva la sua terra (se la semantica non è un'opinione), forse volevi dire un proprietario terriero, un latifondista, etc; questo dimostra che sei in contraddizione con le tue stesse parole.
Secondo punto, porti un esempio da persona che ha dei grossi problemi di comprensione: chi ha mai detto che il capitalista prende tutto il valore creato dal lavoro dei suoi salariati? Tu fai un esempio proprio oltre il limite della logica: ...cito: "il coltivatore diretto assumeva operai al tempo della raccolta e defraudava gli operai chiamandoli a lavorare e il frutto del raccolto restava tutto suo".
Ma quando mai? Chi ha mai sostenuto questo? Hai dei problemi? Si prende tutto il valore, ma ti sembra possibile? E poi vuoi parlare di economia! Maddai suvvia!

Con gente di tale risma è inutile dialogare, non conoscono l'abc, non solo del'economia ma della vita stessa.

Si ostinano a dire cose di un'assurdità ciclopica e non vogliono sentire ragioni. Anche se scendi sul loro terreno e gli proponi un esempio limite, loro si intestardiscono ancora di più. Un giorno ad un signoraggista gli ho detto di scrivere su un pezzo di carta: "vale 50 euro", e con quello andare a fare la spesa, chiedendo magari pure il resto.
Lo sfidai:"Credi che la tua nuova moneta ti fa tornare a casa con la spesa"?
Beh, a riprova che avevo sprecato un'ora del mio tempo con un tal simile, lui disse convinto: "Se me lo accetta, si"!

Affus, se sei convinto che una banconota da cento euro in verità valga solo 30 centesimi, per favore fammi questo favore: ti rifornisco di soli 60 centesimi e tu mi dai/mi procuri una di quelle banconote da 100, che ci guadagni, giusto?

Proprio non capisci che cos'è il valore?

E non sprecarti che tanto non ti rispondo, ***!

peccato originale a parte,

peccato originale a parte, ciò che ha fatto si che mi soffermassi su questa discussione e ne partecipassi è la parola signoraggio.
basta digitare questa parola su google e si apriranno tanti link nei quali tutte le argomentazioni portano alla stessa tesi:
la banca d'italia è in mano ai privati, "partecipanti", la banca d'italia stampa moneta, la crea dal nulla, la presta allo stato in cambio di titoli e si tiene il signoraggio, cioè la differenza tra il valore nominale della moneta e il suo costo di produzione, e i partecipanti si spartiscono il malloppo.
da quì ha origine il debito pubblico.
su questo argomento la voce di MV è la prma che mi sia capitata di trovare in netto contrasto con ciò che gira e mi fa piacere perchè nonostante i dubbi ci ero caduto anch'io in questo gioco.
a conferma della tesi del signoraggio vengono citati silvio gesell, ezra pound, perfino hitler che sembra abbia risollevato l'economia tedesca "anche" stampando moneta svincolandosi così dal giogo della banca d'inghilterra, oltre ai recenti libri "euroschiavi e i video di auriti.
Dimenticavo, la premessa alle argomentazioni della tesi del signoraggio era:"vi siete mai chiesti perchè tutti gli stati del mondo sono indebitati? chi sono i creditori?"
quindi, l'operazione chiarificatrice di MV non mi sembra di poco conto.

BM

Lo pagherà lei

Nel suo bellissimo articolo la cosa più interessante è alla fine e precisamente "Chi pagherà il conto ?"

Io no sicuramente (nei limiti dell'umanamente possibile !!!)...credo proprio che tocchera pagarlo a lei......se le cose o le TEORIE ECONOMICHE non cambieranno.

Un saluto e buona fortuna

SD

Ho letto l'articolo.Non è

Ho letto l'articolo.Non è neanche necessario confutare tutte le assurdità che contiene.Basta la prima menzogna per svelare la malafede che ci stà dietro. Tu sostieni che " Anche quando a guadagnarci è la banca centrale, gran parte o la totalità degli utili della banca vanno comunque per legge allo Stato. "
Bene,questo è uno dei trucchetti usati da sempre dai debunker.Ma tu dovresti sapere che le banche centrali,mettendo a passivo il valore nominale della moneta,compiono un FALSO IN BILANCIO,dato che ovviamente 100 euro non richiedono 100 euro di lavoro per essere stampati,ma 5 centesimi. Questo è quello che ammette candidamente un funzionario di Bankitalia:mettono a passivo la moneta che " non gli costa nulla. " :

http://www.youtube.com/watch?v=cHBblTfdi0I

Neanche un funzionario di Bankitalia è riuscito a difendersi dall'accusa di falso in bilancio,vuoi farlo tu?
Mettendo impropriamente a passivo il valore nominale della moneta,l'attivo sparisce magicamente quasi per intero.Risulta a bilancio il solo interesse,e questo utile si,va quasi per intero allo Stato.Ma si tratta solo delle briciole,ovviamente.
Ora,doppo una menzogna così spudorata,perchè dovrei continuare a leggere l'articolo? Per leggere altre menzogne? Non ha senso.

" Affus, se sei convinto che

" Affus, se sei convinto che una banconota da cento euro in verità valga solo 30 centesimi, per favore fammi questo favore: ti rifornisco di soli 60 centesimi e tu mi dai/mi procuri una di quelle banconote da 100, che ci guadagni, giusto? "

E tu saresti uno che capisce di economia? Uno che non capisce la differenza fra denaro stampato ex-nihilo e denaro guadagnato? Ancora con questo trucchetto stupido che se il denaro della BCE è carta straccia,allora tutto il denaro è carta straccia?

Allora facciamo così:io ti presto 100 euro.Ma se tu sapessi che il denaro che ti ho prestato non è frutto di lavoro,ma l'ho stampato a casa,diresti ancora che mi devi ridare i 100 euro? O diresti piuttosto: " a questo punto potevo stamparmi anch'io i soldi a casa,io non ti devo niente,perchè dietro questi 100 euro non c'è nessun lavoro. "

Ovviamente anche i falsari stampano banconote,ma vengono perseguiti dalla legge.Come mai? Perchè dietro alle loro banconote non c'è nessun lavoro.Si appropriano di un valore che non gli appartiene,perchè è un valore puramente convenzionale.

La banche centrali fanno lo stesso.Stampano moneta e la prestano alle banche commerciali ( che poi acquistano i titoli di stato).Ma cosa dà valore alla moneta che prestano? Nulla,l'hanno stampata come dei falsari,ottenendo moneta senza aver fatto nulla ( cosa che nessuno di noi può fare senza,appunto,essere perseguito come falsario). Ecco perchè nessuno può stampare la moneta tranne lo stato,perchè in questo modo nessun individuo si appropria del valore della moneta,ma se ne appropria lo stato che altro non è la collettività di tutti noi.

E mi vorreste dire che la moneta stampata dalla BCE ha valore perchè mi consente di andare a fare la spesa? Geniale! Certo,ha valore quando è in mano a me che ho lavorato per ottenerla,non quando qualcuno la stampa e la presta a qualcun'altro senza aver fatto nulla.
Altrimenti,ripeto,anche i falsari sarebbero legalizzati,perchè di fatto anche con la banconata falsa puoi andare a fare la spesa.

Il livello è puerile,non sapete neanche distinguere fra moneta stampata ex-novo e moneta frutto di lavoro?
Siamo a livelli da asilo,ma per bambini con grossi problemi. E avete ancora l'arroganza di insultare e di dipingere i signoraggisti come dei cialtroni?
Ma se siete voi i primi cialtroni che non capite le basi più elementari della LOGICA. Dovreste andarvi a nascondere.

signoraggio

Nello schemino di Vanetti ,tornato fresco fresco da Londra dove egli si recava ogni mese sulla tomba del suo maestro karl marx a porgere fiori sempre freschi, egli si domanda se le banche ci schiavizzano (Le banche e il capitalismo ci schiavizzano?).
Ebbene , si , egli dice ,ma non è come dicono loro ( i fascisti ) infatti secondo il suo schemino lucido lucido, le banche schiavizzano solo la classe operaia ,cioè i salariati quelli che se si uniscono possono cambiare le cose andando al potere . E quando un'altra classe classe, che magari ti ha aiutato a fare la rivoluzione e magari te l'ha permessa coi sui mezzi, , non entra nello schemino di societa perfetta e proletaria come si risolve il problema ? E' semplice; ci vuole lo stalinista di turno che ti apre i gulag e te le elimina tutte . I kulaki non entrano nello schemino sociale ? I georgiani non ci entrano ? Molto semplice, li eliminiamo cosi si elimina il problema .Ottima come soluzione al problema caro Vanetti ,meno male che sei venuto tu da Londra a farcelo capire !

La bufala del "passivo" nel bilancio delle banche centrali

Innanzi tutto, grazie dei commenti, anche se li preferirei un po' più educati: l'obiettivo di dare il link a questa pagina in fondo alle FAQ era proprio permettere a chi era ancora in dubbio di dire la sua. I complottisti affermano sempre che i loro avversari non accettano la discussione: questo è un altro modo per dimostrare che mentono.

Non posso rispondere nulla a chi fa una lista di una dozzina di libri invitandomi a leggerli. Se chi me li consiglia li ha letti (cosa di cui dubito), sarà anche capace di riassumerne i punti essenziali e dire perché dimostrerebbero che nelle FAQ abbiamo detto “cazzate”. Credo che non succederà.

Posso invece dire qualcosa rispetto alle altre questioni sollevate. Parto da uno degli ultimi commenti, quello di Sandro Lanzafame dove si sostiene che la Banca d'Italia fa un “falso in bilancio” perché mette al passivo il denaro emesso. A questa bufala, molto diffusa in ambienti signoraggisti, ho già risposto implicitamente nelle FAQ (cercare “bilancio” nel testo delle FAQ) ma siccome mi sembra che il mio interlocutore non sappia molto di come funziona il bilancio di un'azienda provo ad aiutarlo.

Nelle attività dello stato patrimoniale di un'azienda si mettono gli asset che ne costituiscono il patrimonio: soldi, titoli, fabbricati, mezzi di produzione ecc. Nelle passività si mettono le fonti di questi investimenti: capitale sociale, debiti, utili ecc. Lo stato patrimoniale serve a tenere traccia dell'origine e dell'accumulazione della ricchezza di un'impresa, quindi le attività e le passività devono essere pari. Gli utili, siccome sono una delle fonti di finanziamento di un'impresa, sono messi nel passivo dello stato patrimoniale. Nello stato patrimoniale di una banca centrale, il denaro messo in circolazione viene segnato nelle passività per bilanciare i titoli acquistati con quel denaro, che vanno naturalmente alle attività. Questa regola contabile aveva molto senso quando il denaro era convertibile in oro, perché ogni banconota emessa equivaleva ad una cambiale pagabile in oro (da cui la frase “Pagabili a vista al portatore”); oggi la Banca d'Italia non garantisce la convertibilità in metallo degli euro, ma si impegna in ogni caso ad accettare pagamenti in euro.

Questo c'entra qualcosa con gli utili della Banca d'Italia o della BCE? No. Gli utili infatti non sono la differenza fra attività e passività (differenza che è sempre uguale a zero), ma la differenza fra i ricavi e i costi d'esercizio. Costi e ricavi non sono registrati nello stato patrimoniale bensì in un altro foglio del bilancio, che si chiama “conto economico”.

Ora che i nostri amici signoraggisti hanno scoperto cos'è un bilancio, vediamo cosa succede nel solito esempio dei 100 milioni di euro creati dal nulla. La BCE crea 100 milioni di euro che usa per acquistare titoli, del valore nominale di 100 milioni appunto. Questi titoli hanno un rendimento del 10% e quindi dopo un anno fruttano 10 milioni di euro. Nello stato patrimoniale della BCE avremo all'attivo 100 milioni in titoli e 10 milioni di interessi in denaro liquido; al passivo avremo 100 milioni di denaro messo in circolazione e 10 milioni di utili. 110 milioni contro 110 milioni: OK.

In questo esempio semplificato, nel conto economico della BCE come differenza fra ricavi e spese ritroveremo l'utile di 10 milioni (i 100 milioni creati dal nulla sono stati infatti spesi per l'acquisto dei titoli quindi non fanno parte dell'utile).

Cosa c'è di strano? Un bel niente. Tutto il reddito da signoraggio, e non “solo le briciole”, finisce in ultima istanza alle banche centrali nazionali, che poi lo girano agli Stati dell'Eurozona.

Il debito pubblico dipende dal signoraggio?

Caro BM,

non mi è chiaro quale sia il suo dubbio. Si chiede qual è l'origine del debito pubblico? Non è sostanzialmente diverso dal debito privato, con le differenze che ho evidenziato nelle FAQ. Il debito, pubblico e privato, è il vero meccanismo con cui le banche e le altre istituzioni finanziarie schiavizzano miliardi di esseri umani; questo meccanismo non ha nulla di "misterioso": chi possiede grandi capitali li dà in prestito a chi non ne ha e poi usa questa posizione di predominio per dominare le loro vite. Non serve a nulla confondersi le idee con contorte teorie del complotto per capirlo.

Se questo è il problema, la soluzione è indicata dal movimento per il ripudio del debito che proprio tra qualche giorno costruirà a Milano una importante manifestazione nazionale. Ovviamente, non basta azzerare il debito pubblico una volta, bisogna anche costruire le condizioni perché questo meccanismo di schiavizzazione non si riproduca dal giorno dopo il default.

Mi faccia sapere quali sono esattamente le sue perplessità.

Perché siamo così fissati con la classe operaia?

Affus non ha capito molto bene quello che stiamo dicendo. Non diciamo che l'unica classe che soffre nel capitalismo sia la classe operaia: ci sono molti ceti che sono oppressi in questo sistema economico.

Ci siamo limitati a spiegare che il motivo per cui il denaro frutta interesse è perché il denaro può essere usato come capitale, ovvero investito per sfruttare il lavoro altrui. Se per esempio in una certa economia è possibile mediamente guadagnare il 10% annuo su ogni investimento industriale, sarà possibile anche trovare investimenti finanziari ad un tasso di interesse simile. Se fosse impossibile fare profitto industriale, gli investimenti finanziari sarebbero semplicemente casinò, i banchieri si continuerebbero a dividere e ridividere gli stessi soldi in un gioco d'azzardo a somma zero.

Tra parentesi, quando parliamo di classe operaia e proletariato non parliamo dei soli operai industriali, ma di tutti i lavoratori salariati: impiegati, tecnici, braccianti ecc.

attivo in passivo

due passi interessanti!

" Nello stato patrimoniale di una banca centrale, il denaro messo in circolazione viene segnato nelle passività per bilanciare i titoli acquistati con quel denaro, che vanno naturalmente alle attività."

ma i titoli vengono scambiati con carta che non e' garantita da nulla,fresca di tipografia, non e' patrimonio personale degli azonisti investito, e' solo carta!

ancora

"vediamo cosa succede nel solito esempio dei 100 milioni di euro creati dal nulla. La BCE crea 100 milioni di euro che usa per acquistare titoli, del valore nominale di 100 milioni appunto."
haaaaaaaaaaa!!!
beccato!la BCE nn crea 100 milioni di euro, crea 100 milioni di carta straccia con cui paga 100 milioni di titoli, che sono garantiti con il nostro sangue.
sangue contro carta.

per questo e' necessario che le banche private posseggano le banche centrali, per evitare che facciano il loro lavoro, e che i titoli di stato siano in balia dei mercati, ossia di esse stesse, im modo da abbassare o alzare il prezzo dei titoli a piacimento e avere meglio la possibilita' di influenzare le politiche PLANETARIE

ragazzi come si fa a lavorare per quelli che vi pagano?
loro i soldi li stampano mica pifferi dai nn siate egoisti io sono discreto nn lo dico a nessunoo prendetemi con voiiiii!!!!!!!

voglio la makkina bella e andare a puttane tutti i giorniiii!!!!

Poveri noi

Il commento prima di questo dimostra che c'è proprio gente che non ha capito nulla.

"ma i titoli vengono scambiati con carta che non e' garantita da nulla"

Già. E quindi? Pensavo fosse risaputo che le banche centrali creino soldi dal nulla.

"beccato!la BCE nn crea 100 milioni di euro, crea 100 milioni di carta straccia con cui paga 100 milioni di titoli, che sono garantiti con il nostro sangue."

Beccato chi? Cosa? Ma davvero c'è qualcuno che crede che questo sia un segreto?
E poi, cosa vuol dire "garantiti con il nostro sangue"? Rileggere le FAQ, per favore, vorrei evitare di rispiegare cose che ho già spiegato.

"per questo e' necessario che le banche private posseggano le banche centrali"

Ripeto: la Banca d'Inghilterra non è posseduta da banche commerciali private. Quindi in Gran Bretagna il problema è stato risolto? A me sembra al contrario uno dei Paesi in cui il sistema bancario è più potente e vorace.

"voglio la makkina bella e andare a puttane tutti i giorniiii!!!!"

Questo commento finale si commenta da solo. Tra l'altro tra i signoraggisti si annoverano persone che veramente hanno fatto i miliardi senza lavorare: Domenico Scilipoti, Beppe Grillo, Roberto Fiore ecc.

Alcune cose giuste altre no

L'articolo ontiene diverse cose giuste ma anche molti errori.
1 Bankitalia NON è una spa. Nè nella forma e né nella sotanza. Quindi non ha "azionisti".
2 Nazionalizzare le banche è un'idea sciocca, non tiene conto dei costi che sarebbero necessari e di cosa diventerebbero le banche poi: l'ennesimo poltronificio per silurati, parenti e amici dei politici.
3 Gli interessi sui prestiti non hanno nulla di immorale o di poco etico.
Per il resto, in bocca al lupo contro la disinformazione signoraggistista.

Errori?

Caro Hires,
grazie dell'incoraggiamento. Sul merito delle critiche:

1. http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/Partecipanti.pdf Come vedi, la banca d'Italia ha un capitale sociale cui partecipano enti pubblici e banche private. Al tempo stesso, i suoi azionisti non hanno un potere reale come gli azionisti di una vera SpA. Questa anomalia ha ragioni storiche che abbiamo cercato di spiegare nelle FAQ. Se la si possa chiamare o meno "società per azioni" è una questione molto formale, la sostanza è che si tratta di una banca centrale controllata dallo Stato. Più che fare la guerra ai signoraggisti su questo dettaglio, preferisco fargliela sulla sostanza; tanto più che questa particolarità societaria è quasi puramente italiana e non è certo una legge economica come credono i complottisti.

2. Non è necessario sostenere dei costi per nazionalizzare le banche private, le si possono anche espropriare a forza; direi anzi che l'unico modo efficace per strappare ai detentori del capitale finanziario il controllo sull'economia sia la nazionalizzazione senza indennizzo. La collettività ha già speso abbastanza in salvataggi bancari e favori ai banchieri, è il momento di riprendersi tutto. Sul fatto che le banche nazionalizzate sarebbero inefficienti e corrotte, mi sembra un'argomentazione debole visto che anche le banche private lo sono, con l'aggravante che anche i loro guadagni legittimi, oltre che quelli illegittimi, finiscono in tasche private.

3. Non ho mai parlato di morale o di etica. Sono contrario all'interesse, alla rendita e al profitto perché la società basata su questi meccanismi non funziona.

sostegno

Ringrazio Carmilla per avermi fatto conoscere questo blog. Non ho molto da dire se non che ho apprezzato le FAQ. La mia impressione è che il tema del signoraggio attiri in Italia lo stesso tipo di persone (e di discussione) che negli Stati Uniti trova posto sui siti dei fondamentalisti biblici. Si potrebbe quindi aggiungere una INfrequently asked question: è vero che Darwin* NON era un signoraggista**?

* per certa gente Darwin è ancora peggio di Marx.
** possibile risposta: Darwin si è sempre guardato dal parlare della teoria del signoraggio, che evidentemente smentisce la sua teoria della selezione naturale in quanto dimostra la possibilità della creazione ex nihilo. Tutto fa pensare, comunque, che la questione non gli importasse per davvero.

niente di nuovo

questa discussione mi ha costretto a rivedere un po di vecchie nozioni che avevo in merito, le avevo rimosse, come tante altre cose.
per capire il gioco economico, che di gioco si tratta e non di scienza come molti sostengono, è necessario conoscerlo ed essere al corrente dei vari cambiamenti che vengono apportati nel tempo.
mi ero perso ciò che ha comportato il passaggio all'euro nella creazione della moneta, e quindi del debito pubblico, spiegato molto bene da paolo barnard nel suo piccolo opuscolo "il più grande crimine".
di sicuro il signoraggio non è assolutamente un problema, anzi, serve a sviare l'attenzione da quello che è il nocciolo della questione: la politica.
la politica, cioè il modo in cui le comunità stabiliscono le regole di convivenza, il loro stare all'interno di una società e come suddividersi i beni prodotti.
quello che oggi avviene non è tanto diverso da ciò che è avvenuto in altre epoche, e cioè il tentativo, il più delle volte riuscito, da parte di una minoranza di impadronirsi e gestire le ricchezze che una società produce, persone comprese.
in poche parole, impadronirsi del potere.
cambiano i mezzi, il fine è lo stesso.
quando si era poco acculturati, anzi analfabeti, questo era chiaro, lampante, quando un bracciante si massacrava di lavoro e gli restava solo il poco per campare e poi vedeva il suo padrone godere a piene mani dei beni prodotti, bè, quel bracciante non aveva bisogno di capire l'economia.
oggi, i figli di quei braccianti ed operai che hanno studiato grazie alle lotte dei padri, disquisiscono di debito pubblico, di spreed, di crisi, di competitività e mercato.
ma questa è un'altra storia, o no?

BM

Paolo Barnard

Caro BM,

Paolo Barnard è un ciarlatano.

Restando al suo commento, sta ripetendo l'errore dei signoraggisti quando scrive "la creazione della moneta, e quindi del debito pubblico". Il debito pubblico non è una conseguenza della creazione di moneta, come ho spiegato nelle FAQ.

flame!?

Paolo Barnard è un ciarlatano

è l'annuncio una FAQ sulla modern money theory, o meglio ancora sull'euro? Ce ne sarebbe bisogno.

La MMT, al di là del merito, mi sembra il rifugio preferito dei signoraggisti che si accorgono di non avere argomenti particolarmente convincenti. C'è una specie di scivolo per cui uno comincia a parlare di signoraggio e finisce col parlare di MMT, senza forse accorgersi che anche per la MMT "la creazione del debito pubblico non è una conseguenza della creazione di moneta" (semmai, per la MMT, è il debito a creare la moneta). Credo che il principale motivo della confusione stia nello stretto legame (presunto) che viene stabilito tra debito e moneta: alla fine ai signoraggisti non importa cosa viene prima e cosa viene dopo, gli basta "dimostrare" che c'è questo legame e quindi "dimostrare" che la sovranità monetaria è una precondizione perché lo Stato possa indebitarsi per fare cose buone, invece che indebitarsi per arricchire le banche come fa adesso. Per il resto tenderei a riconoscere alla MMT il merito (l'unico che mi venga in mente) di non essere facilmente utilizzabile da gente tipo Forza Nuova, ma forse sbaglio.

Quanto all'euro sono così in tanti a proporre l'uscita dall'euro come toccasana per gli Stati pezzenti d'Europa che nessuno sente neanche lontanamente odore di truffa, come se ci fossero scelte economiche giuste in sé indipendentemente dalle finalità e dal modo in cui sono perseguite.

non so se paolo barnard sia

non so se paolo barnard sia un ciarlatano, ho letto la prima parte del suo libro.
e mi ritrovo con cose che sapevo già, e cioè che un governo regola la sua economia anche con la quantita di denaro che immette nel sistema, denaro creato dal nulla, semplicemente se il denaro circolante è inferiore ai beni prodotti ne immette altro sotto forma di pubbliche attività, se invece è superiore ne preleva sotto forma di tasse o il famoso aumento del costo del denaro, di conseguenza non c'è alcun debito, perchè il denaro uno stato lo crea dal nulla, a differenza di un privato che lo ottiene in cambio di un bene prodotto.
magari detto così è troppo semplificato, probabilmente oggi i fattori che incidono sono molteplici, però alla fine il denaro è solo un mezzo di scambio.
quello che mi mancava era il fatto che con l'euro gli stati abbiano perso la sovranità sulla creazione di moneta passata alla BCE, di conseguenza hanno perso il potere di fare una politica economica in casa propria, giusta o sbagliata che sia, ma è la BCE che gliela impone.
questo però non centra col signoraggio, nè col fatto che un governo che stampa la sua moneta attui una politica a favore di pochi e a danno di molti.
ripeto, il problema non è il denaro, che potrebbe anche scomparire, ma la politica, e cioè chi e come produce e come viene redistribuita questa ricchezza prodotta.

BM

Bell'articolo. Unico

Bell'articolo.
Unico appunto:
non trovo corretta la prima definizione di signoraggio.
Esso NON è la differenza tra valore nominale e costo di stampa. Nell'articolo definite bene come esso sia generato da interessi su titoli. Dovreste quindi cambiare quella definizione iniziale errata...che, invece, è proprio la definizione dei signoraggisti!

Definizione di signoraggio

Scusatemi, continuo a rispondere in disordine ma cerco di non lasciare indietro nessuno. :-)

Ratio mette in dubbio la definizione di signoraggio, perché dice che invece della differenza tra valore nominale e valore intrinseco della moneta bisognerebbe usare gli interessi sui titoli acquistati. L'osservazione non è sbagliata, ma si tratta in fondo (come capita spesso in economia) di due modi diversi di dire la stessa cosa.

Se la banca centrale crea una quantità X di denaro che usa per acquistare sul mercato dei titoli di valore nominale X, questi titoli gli garantiranno un certo flusso di reddito nel tempo R(t). Se la banca acquistasse titoli in modo razionale sul mercato, il "valore attuale atteso" di quel flusso di reddito sarebbe appunto X. Quindi dire che il reddito da signoraggio sia X è come dire che esso è R(t).

Quel che è vero è che la banca centrale spesso non acquista titoli in modo razionale, ma acquista spazzatura a prezzi elevati (ossia acquista titoli al di sotto del loro valore attuale atteso) per fare favori alle banche; in questo modo *riduce* i suoi guadagni da signoraggio sovvenzionando di fatto il sistema bancario privato.

Proprio perché nell'uso che la banca centrale fa del denaro creato dal nulla c'è un margine di arbitrio, mi sembra concettualmente più ragionevole considerare come signoraggio la quantità più oggettivamente misurabile, cioè quanto denaro è stato creato, e ragionare come se questo fosse una sorta di aumento di capitale che viene immediatamente investito. Questo anche per aiutare i complottisti a capire che, se una parte di quel reddito apparentemente "scompare", non è perché se lo intaschi la BCE tramite chissà quale imbroglio (in tal caso finirebbe comunque nelle tasche dello Stato), ma semplicemente perché la BCE lo usa per operazioni economicamente svantaggiose, che avvantaggiano altri. Questo è d'altronde esattamente quello che fa ogni giorno lo Stato (borghese) a prescindere dal signoraggio, foraggiando i capitalisti in vari modi.

Ancora una volta, il problema non è nel meccanismo formale ma nell'indirizzo politico (cioè "di classe") del potere.

Capisco cosa intendi. Il

Capisco cosa intendi.
Il problema è che i signoraggisti partono proprio da questi tipi di "imprecisioni" (seppur comprensibili in linguaggio economico) per costruire i loro castelli in aria.

Come ben si può comprendere, constatare che i guadagni NON sono 99,7€ ogni 100€ emessi sarebbe già un passo avanti per i complottisti.
E' questo che credono.

Per il resto, concordo.

signoraggio

SIGNORAGGIO
Signoraggio o non signoraggio, io sono uno di quelli che forse ci ha creduto in buona fede in quanto, vero o non vero,capito o non capito ( chissà se lo hanno capito pure loro !), spiega meglio di tutti su quali basi potrebbe basarsi questa formidabile alleanza del capitale finanziario nelle mani di una piccola élite sociale che lo usa a discapito di tutte le altre classi sociali,senza nessun problema morale ma al solo scopo di dominare, creare potere e aumentare le rendite finanziarie del capitalismo mondiale dirigendo col credito la politica delle nazioni, senza nessun riguardo ai problemi della giustizia sociale di queste . In questa alleanza di poteri finanziari si nota certamente un complotto, un coacervo di interessi mondiali (coscienti ? ) basato su valutazione economiche da parte di tutte le élite delle nazioni più progredite e ricche per controllare l’intero pianeta ,infatti si tratta di proteggere i loro interessi che non sono più a livello locale e nazionale .ma riguardano l’intera economia del pianeta . Ora ci saranno qua e là veri e propri gruppi di potere ben strutturati , in pochi casi con vera e propria tessera e con un embrione di idee sul sistema di potere basato su alleanze per il dominio del mondo (Bidelberg ? ) . Ma il problema alla fine dei conti,Vanetti lo ammette, non è solo finanziario quanto politico e se è politico saltano tutte le valutazioni marxiste . Io vado più in là e dico che non è solo politico ma, anzi, etico-morale , cosi come la prossima rovina sociale non ci porterà solo a una caduta dell’ intero sistema dell’ economia occidentale che sarà solo l’effetto di una caduta morale generale di ben più vasta portata e ci condurrà di nuovo alla fame,alle guerre e devastazioni molto piu diffuse ..
Ora dove vedono la soluzione del problema Vanetti-Lombardi ? Non nel controllo del signoreggio in quanto tale, che lo adottano pure tutti i sistemi capitalisti e “democratici” ma :
““Quello che veramente romperebbe il meccanismo capitalistico è imporre la sovranità popolare sull'intero sistema creditizio. Significherebbe nazionalizzare tutto il sistema bancario e formare una sola grande banca nazionale sotto il controllo dei lavoratori, che non faccia più gli interessi del profitto e della rendita ma quelli delle masse. Questa è la posizione storica dei marxisti fin dai tempi del Manifesto del Partito Comunista, che nel decalogo di rivendicazioni fondamentali include proprio questa: “5. Accentramento del credito in mano dello Stato mediante una banca nazionale con capitale dello Stato e monopolio esclusivo””.

In questa affermazione c’è il surrogato di tutta l’ ignoranza della mancata comprensione del sistema sociale della visione marxista-comunista della società . Perché dico questo ? Alla fine il sistema capitalistico chi lo romperebbe : il popolo o il lavoratori uniti ? Chi sono le masse ? Il popolo è formato da tutte le classi,mentre i lavoratori sono una e una sola classe,dove mancano tra l’altro anche i disoccupati e i giovani …. mancano pure i gay e le prostitute che attualmente ci governano nella rai e a livello europeo .... Questa confusione di soggetti indefiniti tipica della letteratura marxista crea utopie pericolose di società senza classi ,crea alienati e alienazione sociale e non vede mai i veri mali da colpire . Una visione cattolica diversa dal buonismo dei documenti vaticani di Giustizia e Pax molto simili più a una visione comunista che socialista, per risolvere il problema sociale alla radice, vede nei partiti e nelle loro ideologie delle vere e proprie sovrastrutture trasversali del parassitismo sociale ,le quali si sovrappongono alle classi e al popolo stesso che li alimenta . I partiti sono il veleno dello stato e della democrazia !!! Eliminare questa santa alleanza dei nuovi partiti con il potere capitalista economico finanziario che li domina e li governa, è la condizione base per ritornare a un potere popolare senza alleanze di poteri politici e finanziari creati dai partiti. Creando una democrazia diretta dove funziona uno schema molto semplice . I nuclei familiari, che sono alla base del sistema sociale di una nazione ,di uno stato e di un gruppo sociale , eleggono direttamente i loro rappresentati a patto che non siano esponenti di un partito,cioè di una confraternita di parenti ,amici e fratelli da proteggere . Il potere politico che crea il sistema di potere di tutto lo stato e dell’ economia è fondamentale e viene eletto dal popolo direttamente e non da visioni ideologiche di classe. Questo potere si basa su regole razionali di giustizia, di equità sociale, il cui fine è il bene comune . Bene comune che non è realizzabile senza una razionale giustizia che permetta lo sviluppo di tutto il popolo . Lo so che poi ci vorrebbe una discussione per stabilire quali sono i diritti di un popolo ,ma dobbiamo essere brevi qui. Impostare una società sul profitto o sul lavoro o sulla scomparsa delle classi con l’ egualitarismo, significa fallire per l ‘ennesima volta e condurre la popolazione mondiale al disastro e alle guerre. Significa sbagliare obiettivi e ritornare al circolo vizioso che conduce all’ingiustizia sociale .

Vabbe'

Be', caro affus,

per fortuna che "dobbiamo essere brevi qui"! :-D

Paolo Barnard, Modern Money Theory, illusioni keynesiane ecc.

Caro Marcello,

non posso dire di essere un esperto di MMT. Ho letto un po' degli scritti di Paolo Barnard e mi sembra evidente anche solo dal linguaggio utilizzato ("Sono un genio", "la Gallina dalle Uova d'Oro" ecc.) che costui sia l'aspirante guru di una setta complottista. La MMT mi sembra più seria del "barnardismo", che potrebbe rappresentarne semplicemente una versione settaria, così come gli Amish sono una distorsione settaria del cristianesimo, Lotta Comunista del marxismo ecc.

Ad ogni modo, mi sembra che - dall'angolo visuale di un marxista - siamo sempre nello stesso phylum del keynesismo: teorie della spesa pubblica in regime capitalistico. Se Keynes diceva che la spesa pubblica poteva far uscire da una crisi economica nei limiti dell'effetto moltiplicatore, e che per questo scopo lo Stato era autorizzato ad indebitarsi, l'MMT elabora una versione estremista di questa politica: sostiene che lo Stato possa uscire da qualsiasi crisi economica senza indebitarsi semplicemente creando abbastanza denaro dal nulla e spendendolo più o meno a capocchia.

Il problema del keynesismo è precisamente l'indebitamento pubblico; siccome nei periodi di espansione nessuno intende frenare la crescita alzando le tasse e azzerando l'indebitamento (sarebbe così oneroso che il Paese che lo facesse perderebbe rapidamente competitività e non potrebbe godere dei frutti del boom tanto atteso), ad ogni crisi gli Stati si trovano in una situazione peggiore, finché le crisi di sovrapproduzione, diventate crisi finanziarie, non esondano diventando crisi dei debiti sovrani. Eccoci nel 2012.

La crisi attuale dimostra l'impraticabilità del "keynesismo a debito". L'MMT però dice che non serve indebitarsi, basta stampare banconote (cioè arricchirsi col signoraggio). In questo non ha torto, e in effetti la spesa pubblica è sempre stata finanziata sia col debito pubblico, sia con le tasse, sia col signoraggio, in proporzioni diverse. Il problema è che, in un'economia di libero mercato, stampando moneta si crea inflazione/svalutazione, che in assenza di una scala mobile dei salari e delle pensioni danneggia pesantemente il proletariato.

Secondo Barnard e i suoi, il problema dell'inflazione non si pone perché basterebbe, con i soldi appena stampati, produrre beni di valore uguale o superiore. Dire questo equivale a dire che basterebbe che lo Stato trovi investimenti redditizi; ma va'? Il problema è proprio che in una crisi non si trovano investimenti redditizi. Di conseguenza se lo Stato deve immettere denaro in circolazione, deve farlo con investimenti non redditizi; questo significa che la massa monetaria aumenta più dell'economia reale, quindi inevitabilmente i prezzi salgono. Anche senza credere nella neutralità assoluta della moneta come i liberisti più sfegatati, che ci sia un legame di quel genere è abbastanza evidente e dimostrato dall'esperienza.

Né il keynesismo, né il neokeynesismo, né il post-keynesismo (di cui la MMT secondo alcuni fa parte) riescono a sfuggire alle leggi del ciclo economico capitalista, perché non accettano il fatto che le crisi economiche sono essenzialmente crisi di sovrapproduzione, dovute all'anarchia del mercato e all'appropriazione individuale dei frutti del lavoro collettivo. Cercano di tenere insieme un modo di produzione inerentemente ciclico a cui dovrebbe mettere una pezza l'intervento statale anticiclico; alla fine la natura ciclica del capitalismo prevale sempre. La si rompe cambiando i rapporti di produzione e dunque violando la proprietà privata dei mezzi di produzione: default sul debito pubblico, nazionalizzazioni senza indennizzo, tassazione fortemente progressiva, fornitura gratuita di servizi pubblici e beni di consumo.

Ezra Pound sosteneva che la

Ezra Pound sosteneva che la moneta DUPLICA la ricchezza di una società, e in effetti ne è il controvalore.

Perchè un soggetto privato dovrebbe emettere moneta senza avere nessun bene o proprietà per garantirne la conversione?

se il valore si regge sulla fiducia, in assenza di un valore intrensico d'uso, il valore di scambio dipende solo dalla libera volontà dei soggetti economici di usare una valuta al posto di un'altra

Ezra Pound

Ezra Pound sarà anche stato un bravo poeta, ma di economia e politica non capiva un tubo.

Il valore non si legge sulla fiducia, il valore si regge su quanto tempo ci vuole per produrre qualcosa. Il valore *del denaro non convertibile* si regge sulla fiducia che un certo Stato abbia la capacità di mantenere il corso forzoso di quella valuta; in ultima analisi, anche questa fiducia ha una base materiale nella ricchezza dell'economia su cui uno Stato estende la propria autorità armata - e nella forza militare e politica di quello Stato. Per intenderci, come mai la gente "si fida" del dollaro? Perché nel territorio degli Stati Uniti d'America si produce un quarto del PIL mondiale e perché il governo federale controlla abbastanza soldati, carri armati, aerei da guerra, portaerei, incrociatori e bombe atomiche da poter radere al suolo il resto del pianeta. Anche questa "fiducia" è quindi qualcosa di molto materiale e misurabile.

I partiti sono la droga della democrazia

L'Italia è in ostaggio dei partiti,anzi dei politici di tutti i partiti e tra questi bisogna annoverare pure Bertone e Bagnasco purtroppo ....

fiducia

be, direi proprio di no.
direi che c'è differnza tra una libera scelta e quella con una pistola puntata alla tempia.
così per la fiducia.

"Il valore non si legge sulla fiducia, il valore si regge su quanto tempo ci vuole per produrre qualcosa"

se così fosse il "taglio nella tela" di piero manzoni non varrebbe più di un bel mobile che un falegname ci mette giorni a costruirlo.
e comunque, pur avendone disponibilità economica, molti non si sognerebbero neppure lontanamente di comprare quel quadro.
che poi ci sia una fiducia indotta, questa è un'altra storia.
così è per il dollaro, alcuni ne hanno fiducia, altri la subiscono perchè imposta dai carri armati, altri decidono di non subirla e ci lasciano le penne.
questo ci riporta al valore d'uso ed al valore di scambio, ambedue questi valori ci vengono imposti con i carri armati, tant'è vero che stanno stanno impoverendo il pianeta per venderci i loro prodotti (vedi monsanto).
un po come romperti le gambe per venderti delle stampelle.

BM

Teoria del valore

Sulla differenza tra "libera scelta" e "scelta obbligata" dirò semplicemente che le libere scelte non esistono.

Mi interessa di più il discorso più economico. Quando i marxisti dicono che il valore di scambio dipende da quanto tempo ci vuole per produrre qualcosa, parlano di merci ordinarie, che possono essere prodotte in serie e scambiate sul mercato, come una sedia. Naturalmente un'opera unica ha un prezzo apparentemente arbitrario, che dipende da molti altri fattori (nei fatti, è un bene rifugio che acquista valore come modo per immobilizzare del capitale). Il punto è precisamente che nel capitalismo l'enorme maggioranza delle merci viene prodotta in serie e scambiata sul mercato, e proprio per questo motivo nel capitalismo agisce in modo così sistematico la legge del valore.

Bravissimo!

Ciao Mauro,
complimenti per la FAQ, raramente su Carmilla trovo articoli con cui concordo al 90% o più, ed il tuo è uno dei pochi, forse l'unico. Mi riconosco meno nella sfumatura veteromarxista che affiora qua e la e che avvelena la conclusione. Cito dal fondo de tuo testo:

**L'indebitamento scriteriato ha permesso al capitalismo di vivere sopra le sue possibilità per decenni, vincendo la competizione con l'Unione Sovietica e i suoi satelliti. Come sarebbero finite le grandi lotte operaie e studentesche degli anni Settanta se l'economia di mercato non avesse garantito un apparente miglioramento delle condizioni di vita delle classi subalterne?**

Perché un'affermazione (che a me pare) così poco precisa e documentata a chiusura di un articolo così preciso e documentato? Ti propongo due obiezioni:
1) se era così facile garantire un alto tenore di vita alzando il debito pubblico, perché non lo hanno fatto anche i sovietici?
2) Non tutti i paesi occidentali hanno un alto debito pubblico, o comunque lo stesso livello di debito. A meno che tu non conti il solo debito USA come rappresentativo.
3) Perché apparente? Mia nonna è fuggita dal Friuli per la fame, mio nonno faceva il portabagagli a Termini, mia madre ha la terza media e una scuola professionale, io lavoro e ho una casa di proprietà, perché questo miglioramento è "apparente"?

Perché da sinistra-sinistra non si riesce ad ammettere che, pur con le sue storture e le sue disuguaglianze, il sistema capitalistico è l'unico che ha dimostrato nella storia di poter elevare il livello di vita di tutti i cittadini - nei paesi che lo adottano? Te lo chiedo da "sinistro" convertito.

Ad ogni modo grazie per l'articolo e per l'eventuale risposta.
D.

"Sulla differenza tra

"Sulla differenza tra "libera scelta" e "scelta obbligata" dirò semplicemente che le libere scelte non esistono"

aggiungo, e non è ironia, che non esistono libertà e scelta come valori assoluti, ma qui sconfiniamo, e i confini ci servono, vero?

"Mi interessa di più il discorso più economico"

è proprio questo il punto,
definizioni e regole sul gioco economico, l'ho già detto che di gioco si tratta e non di scienza, sempre che scienza non risponda anch'essa a parametri stabiliti da qualcuno.
certo, ringrazio questo blog perchè mi ha dato l'opportunità di apprendere le modifiche al gioco che vengono apportate per fregarci meglio, ma alla fine siamo sempre la.
non se ne esce.
che fare?
io di certo non lo so, però sono moltissime le persone più o meno organizzate che lo sanno e danno continuamente soluzioni.
credo che vada eliminato il gioco, o comunque vada preso per quello che è, e cioè un metodo, e se ne possono trovare altri cambiando però la prospettiva, il punto di vista.
il capitalismo non è solo una questione economica, è un'idea del vivere, dove il danaro è il mezzo per eccellenza da tutti riconosciuto per poter vivere, dove ormai tutti gli scambi, ma proprio tutti, sono valutati in danaro.
a proposito di fede, è solo una questione di fede, quando questa cessa, cessa il gioco e se ne inventa un altro.
come fede lo è anche la democrazia, ma questa non la si può mettere in discussione, altrimenti arriva la santa inquisizione.
mi fermo, non so perchè ho scritto queste cose in questo blog, mi sono lasciato prendere la mano, anche perchè non mi piace questa forma di comunicazione.
mentre scrivevo ho letto il post precedente in cui si dice

"Perché da sinistra-sinistra non si riesce ad ammettere che, pur con le sue storture e le sue disuguaglianze, il sistema capitalistico è l'unico che ha dimostrato nella storia di poter elevare il livello di vita di tutti i cittadini - nei paesi che lo adottano? Te lo chiedo da "sinistro" convertito."

ecco, "elevare il livello di vita di tutti i cittadini", elevare rispetto a cosa,rispetto a quando e rispetto a chi?

BM

Elevare

Ciao BM,
La domanda la giriamo anche a Mauro, visto che nelle FAQ aveva per primo parlato di:

**non avesse garantito un apparente miglioramento delle condizioni di vita delle classi subalterne**

Io stimo che miglioramento sia equivalente ad elevazione, dal punto di vista lessicale.

In attesa di altre risposte dal titolare del blog, ti propongo la seguente definizione:
http://en.wikipedia.org/wiki/Human_Development_Index
Dentro ci sono:
- Aspettativa di vita
- Indice di educazione
- Numero medio di anni di scolarizzazione
- Numero medio di anni di scolarizzazione attesi
- Indice di reddito.

Ovviamente mi dirai (se sei veramente "de sinistra") che non sono quelli che contano, se non altro perché questi indici aumentano...
Se però tu ritieni che nell'_URSS anni '50 si stesse meglio, allora questi indici non ti servono...

Ciao
D.

altro che signoraggio !

Più che lambiccarsi il cervello sul signoraggio,bisognerebbe impedire a qualsiasi banca di rastrellare soldi con i loro PRODOTTI FINANZIARI che con promesse allettanti e ingannevoli, permette loro di farsi subito una base monetaria e costruirsi un schema Ponzi . Una volta che hanno una piccola base finanziaria ,la centuplicano perchè la legge glielo permette e da qui inizia il disastro dell'economia e l 'inizio della schiavitù di una nazione . Quindi l'assoggettamemto della politica all' economia !!!!

apparente miglioramento

Danilo, credo che la parola chiave nella frase contestata sia "apparente" più che "migioramento". Il miglioramento c'è stato secondo tutti gli indicatori di qualità della vita. E' stato un miglioramento reale per chi l'ha vissuto e finché è durato, e anche se si tende a sottovalutare i costi (per esempio ambientali) che vanno a carico delle generazioni future, personalmente credo che il bilancio resti positivo, per chi l'ha vissuto e finché e durato. Per inciso, il più eccezionale, favoloso caso di miglioramento delle condizioni di vita delle classi subalterne è quello della Cina dell'ultimo trentennio, che non è certo uno stato socialista ma ha un modello di capitalismo di stato alquanto lontano da quello della libera concorrenza, dei consumatori liberi di scegliere e della carriera aperta ai talenti che a noi viene presentato come condizione naturale del capitalismo.

Perché dunque il miglioramento che c'è stato qui da noi a partire dagli anni 1960 può essere definito "apparente"? Quello che dice Mauro fa pensare soprattutto a una economia "drogata", le cui performance sembrano migliorare finché gli effetti collaterali della droga non prendono il sopravvento. Personalmente non mi piace molto la metafora medica perché rischia di nascondere una difficoltà reale per i marxisti, su cui ci sarebbe da lavorare, che è quella di quantificare l'andamento reale dell'economia utilizzando concetti marxisti. Tolta la metafora medica, la realtà degli ultimi 40 anni è che niente, nessuna politica economica o innovazione nel campo della produzione, è riuscito a riportare i livelli di profitto (la molla della produzione capitalistica) ai livelli d'oro degli anni successivi alle distruzioni della seconda guerra mondiale. Pur tra alti e bassi, e con riprese significative, l'andamento generale è quello previsto da Marx quando parlava di caduta tendenziale del saggio del profitto. In queste condizioni vengono meno le basi per un ulteriore miglioramento delle condizioni di vita delle classi subalterne, che dunque può essere visto come un fenomeno superficiale e transitorio, una cosa appunto apparente.

monete locali e monete sociali

Buon articolo.
Da sinistra però alcuni dividino il signoraggo dalle monete local, dandogli la denominazione di monete sociali, io ho fatto girare il vostr articol è ho avuto questa indiretta risposta cosa ne pensi ?

http://www.senzasoste.it/le-nostre-traduzioni/monete-sociali-ed-ecologiche-per-la-sovranita-monetaria

Il passato e il futuro del capitalismo

Caro Marcello,
ti ringrazio perché la tua risposta a Danilo, che condivido, mi fa sentire meno in difetto se ritarderò nel replicare sempre dettagliatamente alle questioni sollevate. Questo week end sarò infatti molto impegnato nel mettere in pratica la lotta contro il capitalismo e il debito pubblico partecipando alla manifestazione di Milano "Occupyamo Piazza Affari" promossa dal Comitato No Debito.

Questo mi permette di essere più breve del previsto nel rispondere a Danilo punto per punto:

1. I sovietici hanno fatto un po' di debito pubblico a dire il vero, ma fino al 1985 circa era pochissimo. Negli ultimissimi anni dell'esistenza dell'URSS, invece, il "Club di Parigi" ha cominciato a prestare facilmente a Gorbaciov, al punto che questo debito si è triplicato in pochi anni. Con la restaurazione del capitalismo, il debito è esploso fino a diventare insostenibile anche in Russia (e c'è stato bisogno di rinegoziarlo). Come mai l'URSS non poteva indebitarsi facilmente come i Paesi capitalisti negli anni precedenti? Perché in URSS non c'erano banche private, tanto per iniziare e doveva quindi rivolgersi alle banche occidentali; queste ultime tuttavia prestano agli Stati perché sanno che questi Stati sono "affidabili" nel difendere gli interessi dei creditori/usurai: in altre parole, perché sono Stati della borghesia. L'URSS non era uno Stato borghese per cui era economicamente e politicamente pericoloso concedergli prestiti; l'apertura di credito verso l'URSS di Gorbaciov da metà degli anni Ottanta è indicativa del giudizio che dava la borghesia finanziaria della direzione verso cui si stava muovendo quel governo.

2. Il livello di indebitamento dei Paesi OCSE è comunque molto elevato, con piccole eccezioni.

3. Quel che voglio dire è che grazie al debito pubblico e in generale al credito ipertrofico il capitalismo è riuscito a sostenere la sua crescita in un modo artificiale ma insostenibile. Ad un certo punto i nodi dovevano venire al pettine, specialmente ora che le crisi sono più frequenti e profonde e i boom fiacchi e instabili. Negli anni Settanta molti credevano che la crescita del tenore di vita che le masse popolari avevano visto realizzarsi nei decenni post-bellici sarebbe potuta probabilmente continuare, rendendo accettabile lo sfruttamento e le ingiustizie del capitalismo. Così non è stato, perché se ci pensi se è vero che la generazione che ha fatto il Sessantotto ha vissuto meglio dei suoi genitori (anche grazie alle lotte, intendiamoci), non si può dire altrettanto di chi ha fatto il G8 di Genova, per capirci. Quelli della mia età (io ho 32 anni) non hanno una ragionevole aspettativa di vivere meglio dei propri genitori. Negli ultimi decenni c'è stato uno spostamento drastico del reddito nazionale dei Paesi più avanzati dal reddito da lavoro al reddito da capitale; il tuo ottimismo sul fatto che il capitalismo garantisca un miglioramento continuo per tutti mi sembra piuttosto ingiustificato.

Ciao!

partiamo dall' abc

Secondo te, se tutti i titolari di deposito o conto corrente, andassero a ritirare i loro soldi nello stesso giorno, la banca sarebbe in condizioni di restituirglieli, come la obbliga l'articolo di legge ?

"" Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria (1272), alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l´osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi (1782). """

ETICA

ALLA BASE DI TUTTA LA NOSTRA ROVINA DI NAZIONE , DI POPOLO , DI RAZZA GEOGRAFICA , di finanza ed ECONOMIA , C'è UN PROBLEMA eminEnteMENTE MORALE !!!!!!! SOLO SE CAPIRETE QUESTO PROBLEMA MORALE ,ANZI ETICO, TROVERETE IL BANDOLO DELLA MATASSA . SOLO ALLORA TROVERETE LA SOLUZIONE AI MALI .

ECCO LE BASI DELLA MORALE :
.... NON RUBARE
...NON AMMAZZARE ,NON TESTIMONIARE IL FALSO-ONORA IL PADRE A LA MADRE -NON DESIDERARE LA DONNA DI ALTRI .

Datti una calmata

Caro Affus,
datti una calmata. Dall'ABC forse hai bisogno di partire tu, ma lasciar intendere che ne abbiano bisogno i tuoi interlocutori non è molto cortese. Il tuo commento successivo inoltre sembra scritto durante un delirio mistico e ha troppe maiuscole (oltre a non avere alcuna attinenza col discorso).

Riguardo la domanda "ABC", comunque: come sanno anche i bambini (se hanno visto "Mary Poppins"), se c'è una corsa agli sportelli una banca può anche fallire. Questo non dipende dal signoraggio.

come funziona il denaro nelle banche commerciali

ho letto una parte di "il più granede crimine" di paolo barnard.
mi interessa la vostra opinione su un paragrafo dal titolo "come funziona il denaro nelle banche commerciali" in cui dice:

"Toglietevi dalla testa che le banche commerciali siano ricche. Non è vero. Come già accennato in precedenza, se essere banche che prestano, erogano mutui, gestiscono prodotti finanziari di risparmio e tengono c/c fosse così remunerativo, non avremmo avuto la corsa folle di tutte le grandi banche a scommettere con la finanza speculativa internazionale (da cui la crisi attuale)."

e poi

"Coloro che si sono arricchiti oltre ogni limite non sono i banchieri, sono i loro managers, ma spesso i due gruppi vengono confusi."

ancora

"Sempre nella mitologia del lucro bancario, vi è la convinzione che le banche prima ci strangolino coi mutui, e poi se questi non vengono onorati arrivino ad impossessarsi di beni immobili a costi bassissimi. Cioè,vien detto,le banche da una parte lucrano sugli interessi del mutuo,e nel caso in cui il poveretto non ce la faccia più a ripagarlo, si impossessano della casa a fronte di denaro prestato che si inventarono dal nulla. I complottisti sostengono che in questo modole banche stanno acquisendo beni immobili a man bassa. Non è così, anzi."

chiaramente sono frasi estrapolate dal contesto in cui paolo barnard approfondisce questi concetti.

stanno davvero così le cose?
acquisire beni immobili o aziende intere è davvero un peso per le banche?

BM

scuse

chiedo scusa.

Capitalismo migliorista

Ciao Marcello e Mauro,
grazie per le risposte e per l'interessante discussione. Se permettete vorrei aggiungere ancora qualche elemento.

Partiamo dal discorso sul debito sovietico, argomento a mio parere del tutto secondario, perché il tema vero è che nella corsa al benessere "della maggior parte" (la mitica "scommessa" lanciata da Krusciov sulla capacità dell'URSS di produrre maggior benessere rispetto al mondo capitalista) l'URSS ed il blocco comunista in generale sono usciti perdenti. Il problema non è tanto chi prestava soldi a chi (benché la direzione dei flussi di ricchezza sia sintomatica, no?), ma che negli anni 60 e 70 gli USA esportavano grano a migliaia di tonnellate in una Russia che, con l'Ucraina, avrebbe dovuto invece essere il principale produttore mondiale ma, a causa di politiche - diciamo così - poco efficaci, non arrivava nemmeno a sfamare i suoi! Tornando al punto, sarete d'accordo che l'economia occidentale è riuscita a garantire un livello di benessere impensabile nel blocco comunista, e che questo si è sciolto sotto il peso della propria inefficienza? Dal punto di vista marxista, quale è l'interpretazione di questa debacle storica?

Il tema del miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni occidentali e non solo (vedi BRIC) che sembra essere legato all'adozione di forme di produzione capitalistiche (ed io aggiungerei anche all'adozione di forme politiche partecipate, seppur con delle notevolissime eccezioni tipo Cina) voi lo considerate a partire dal secondo dopoguerra. In realtà il capitalismo ed i suoi effetti agiscono in Europa fin dal 1600, con la nascita del capitalismo agrario, e se il miglioramento introdotto in Italia negli ultimi 60 anni è notevole sotto molti punti di vista, il miglioramento a livello Europeo e ora mondiale è esorbitante. Aspettativa di vita, scolarizzazione, calorie ingerite, alloggio, sanità, igiene, sicurezza personale e dei beni, diritti individuali e politici, informazione, numero di persone che vengono nutrite... Stiamo parlando di un altro mondo che ad un contadino sassone del 1650 sarebbe sembrato (forse) una versione terrena del paradiso, almeno a livello materiale.
Ora voi mi dite che tutto ciò è frutto di un trucco contabile, oppure che questa posizione è "ottimistica"? Ovviamente dissento.

Il tema delle magnifiche sorti e progressive o, se preferite, del miglioramento continuo delle classi subalterne, è un tema complesso. Per prima cosa però dovremmo capire cosa si intende per miglioramento ulteriore o continuo. Di certo il capitalismo non può concedere l'uguale ricchezza per tutti e funziona grazie alle disuguaglianze sociali, che non sono un "problema" capitalistico, ma il suo motore - probabilmente qui siamo d'accordo.
Il tema però, come sottolineato da alcuni pensatori economici "di destra", e mi viene alla mente Friedman, non è tanto l'entità della disuguaglianza, ma dove si colloca il livello minimo.
Il capitalismo ha dimostrato, in 4 secoli di tumultuosa storia, di poter elevare anche il livello "minimo" di vita di tutti, a prezzo di un aumento della concentrazione della ricchezza.
Il problema che si pone, semmai, è se tale spinta propulsiva si stia eventualmente esaurendo.

Saluti
Danilo

Banchieri

Caro BM,
le banche guadagnano più o meno come tutte le altre imprese. Se gli investimenti finanziari permettessero sistematicamente guadagni molto maggiori degli investimenti industriali o immobiliari, tutto il capitale si sposterebbe negli investimenti finanziari finché il loro rendimento non scendesse fino al livello di altri tipi di investimento. Le previsioni dell'ABI per la redditività del settore bancario italiano nel 2012 parlano di un ROE (Return on Equity) del 3%, che sarebbe un minimo storico.

Non è vero e non ha neanche molto senso quanto dice Barnard a proposito dei banchieri. I banchieri, cioè gli azionisti delle banche, sono concettualmente una cosa diversa dai manager, anche se praticamente sempre i manager sono anche azionisti; comunque, i guadagni favolosi li fanno entrambi, ma in modo diverso: i manager ricevono degli stipendi e delle buonuscite, gli azionisti ricevono i dividendi oppure vedono salire il valore delle proprie azioni. In generale, negli ultimi decenni sono saliti in modo sproporzionato in tutti i Paesi più avanzati sia gli stipendi più alti come quelli dei top manager sia la quota di reddito nazionale che va ai redditi da capitale come quelli dei banchieri. Dal punto di vista marxista, si tratta di una spartizione del plusvalore prodotto dai lavoratori tra vari spezzoni della classe dominante.

Non mi è chiara la domanda sull'acquisizione di immobili e imprese da parte delle banche. Ovviamente per le banche comprare case, terreni e aziende è un costo, ma se le comprano non credo che lo facciano per beneficenza ma perché pensano di guadagnarci. Probabilmente in molti casi l'acquisizione di questi beni non è lo scopo delle banche, che sono specializzate nel parassitare e non nel produrre direttamente, ma qualcosa che si trovano a dover fare proprio perché ciò che hanno parassitato è stato ucciso dal debito. Li rivenderanno a qualcun altro.

banche e acquisizione immobili

se è vero ciò che afferma paolo barnard nel suo opuscolo, davvero questo è utile per sfatare diversi luoghi comuni.

per quello che riguarda menager ed azionisti, barnard è un po confuso, nel senso che ciò che avviene oggi è che la proprietà (gli azionisti) hanno delegato ormai tutta la gestione ai menager e contano poco o niente nelle decisioni che vengono prese nei consigli di amministrazione, ma i profitti li prendono.

ma quello che più mi interessa è quello che afferma qui:
"Sempre nella mitologia del lucro bancario, vi è la convinzione che le banche prima ci strangolino coi mutui, e poi se questi non vengono onorati arrivino ad impossessarsi di beni immobili a costi bassissimi. Cioè, vien detto, le banche da una parte lucrano sugli interessi del mutuo, e nel caso in cui il poveretto non ce la faccia più a ripagarlo, si impossessano della casa a fronte di denaro prestato che si inventarono dal nulla. I complottisti sostengono che in questo modo le banche stanno acquisendo beni immobili a man bassa. Non è così, anzi. Prima di tutto abbiamo visto che il denaro inventato dalle banche finisce poi per essere una reale passività per esse, inoltre possiamo discutere del regime dei tassi d’interesse, forse sono troppo alti, non sempre (come nel periodo attuale), ma che vi sia un ulteriore lucro delle banche nel caso in cui si impossessino delle nostre case è del tutto falso. Prima di tutto esse per riscattare una casa di un proprietario moroso dovranno sostenere spese legali notevoli, poi spese amministrative, poi pagare le tasse, poi pagare la manutenzione o la ristrutturazione se è stata danneggiata, poi perder tempo e denaro a gestire il condominio, poi sostenere i costi per rivenderla… infine il valore ne soffre molto; insomma, per le banche avere a mano immobili così ottenuti sono solo spese e rogne. Dovete comprendere che le banche fanno denaro, se lo fanno, con la finanza speculativa, non gestendo mattoni e condomini, non gli interessa. Fra l’altro ogni cifra in perdita che una banca deve soffrire nell’impossessarsi di un immobile moroso, va a incidere sul valore al netto di quella banca, col rischio di grossi guai. Non per nulla, pensateci, le banche prima di dare mutui ci passano alla graticola per essere certe che potremo ripagarli. Se ci fosse questo facile lucro a impossessarsi degli immobili morosi, le banche darebbero mutui a cani e gatti tutto il giorno. *

* Questo è accaduto negli USA con la storia dei mutui sub‐prime, ma in quel caso il piano delle banche non era di ingozzarsi di case, ma di speculare sulla bolla immobiliare e sul re‐impacchettamento di quei mutui da vendere come prodotti finanziari a milioni di gonzi in tutto il mondo."

stanno così le cose?

BM

banche, scandali e rigore

Ciao BM, in alcuni stati la confisca (repossession) delle case su cui si è fatto un mutuo che non si è riusciti a pagare è automatica, non richiede neanche la decisione di un giudice. Quindi non è che le banche debbano sempre sostenere grosse spese legali. Inoltre le rate di mutuo già pagate non te le rimborsano. Insomma in alcuni casi le banche si trovano ad avere una proprietà "pagandola" molto meno del suo prezzo di mercato; nel complesso non saprei direi se sia una perdita o un guadagno, dipende dai casi.
Detto questo però è ovvio che i profitti delle banche sono basati sulla circolazione del denaro, o di titoli fittizi che prendono il posto del denaro, non sul possesso di immobili. A una banca non conviene, per principio, tenere il proprio capitale immobilizzato, ma non gli conviene perché riduce le sue capacità di fare profitti e non perché sia necessariamente una perdita.
Secondo me gli argomenti di Barnard non sono *completamente* sbagliati, ci sono anche cose grosso modo giuste, quel tanto che basta per dar credito alle sue conclusioni. Per esempio i bonus dei manager sono un fatto scandaloso che viene citato spesso anche da molti che partecipano alle iniziative occupy. Ma questo fatto può essere criticato dagli stessi banchieri, e sono proprio i centri studi dei banchieri ad avere mostrato, per esempio, che alcune banche poi fallite avevano un ROE elevato (tale da giustificare i bonus), mentre se si fosse considerato il ROA (Return On Assets, che tiene conto dei debiti) la situazione pre-fallimentare sarebbe stata evidente. Nel sistema bancario c'è chi vuole fare un po' di pulizia al suo interno e se la prende con i manager, un po' come nei partiti politici italiani. Ma come per i partiti politici occorre guardare oltre gli aspetti scandalosi per capire dove ci vogliono portare gli alfieri del rigore.

Alti e bassi del capitalismo nella storia

Ciao Danilo,
pur con una settimana di ritardo vorrei rispondere alle questioni importanti che sollevi.

Si parte con un ragionamento sul confronto tra il mondo capitalista e il blocco cosiddetto socialista. Scrivi: "negli anni 60 e 70 gli USA esportavano grano a migliaia di tonnellate in una Russia che, con l'Ucraina, avrebbe dovuto invece essere il principale produttore mondiale ma, a causa di politiche - diciamo così - poco efficaci, non arrivava nemmeno a sfamare i suoi!"

Questo è verissimo ed è una conseguenza delle disastrose politiche burocratiche messe in atto da Stalin durante la cosiddetta "collettivizzazione forzata". Quelle misure delittuose (che hanno comportato l'uccisione di un numero enorme di persone, e non certo soltanto kulaki) sono state portate avanti per pure motivazioni politiche ma hanno lasciato l'agricoltura sovietica in uno stato miserabile da cui non si è praticamente mai più ripresa. L'obiettivo era consolidare il dominio della burocrazia sulla società, compensando in modo molto cruento la sbornia pro-kulaki degli anni subito precedenti (che a sua volta era stata utilizzata contro l'ala sinistra del partito).

Per quanto sia tragico e devastante ciò che è avvenuto nelle campagne sovietiche, non lo prenderei ad esempio di tutta la situazione economica sovietica. Del resto, l'agricoltura statunitense è quanto di più lontano possa esserci dal concetto astratto di libero mercato, visto che si tratta sostanzialmente del costosissimo sovvenzionamento da parte del governo federale di un ceto praticamente parassitario. Gli economisti americani chiamano l'agricoltura degli USA "la coltivazione del governo".

Invece: "Tornando al punto, sarete d'accordo che l'economia occidentale è riuscita a garantire un livello di benessere impensabile nel blocco comunista, e che questo si è sciolto sotto il peso della propria inefficienza?"

Francamente no, non sarei d'accordo con questa affermazione unilaterale. Se confrontiamo l'Albania con l'Italia è sicuramente come dici, ma anche oggi che in entrambi i Paesi c'è il capitalismo mi pare che si sia mantenuto un bel distacco. Il livello di benessere del Portogallo era molto più che "pensabile" in Germania Est, il livello di benessere del Bangladesh capitalista era inferiore a quello della Cina Popolare, tuttora non c'è paragone tra come si vive a Cuba e come si vive ad Haiti. Anche i paragoni apparentemente più impietosi non sono così scontati, la Corea del Nord è forse il caso più disastroso di fallimento di un'economia pianificata, ma per alcuni decenni ha avuto una performance migliore della Corea del Sud (che anche sul piano dei diritti democratici era più o meno allo stesso livello) e anche oggi si vive meglio a Pyongyang che in buona parte dell'Africa centrale dove vige il capitalismo.

Un altro paragone interessante che si può fare è tra le condizioni di vita delle masse nell'Europa orientale prima e dopo il 1989-1991. Un grafico impressionante è questo: andamento demografico della Russia. Si vede come il crollo dell'URSS abbia letteralmente ucciso milioni di russi. Ma scavando nelle statistiche si traggono conseguenze davvero impressionanti su cosa abbia significato per quel Paese la restaurazione del capitalismo; qualcuno ha sostenuto che sia stata la più grande catastrofe sociale ed economica mai avvenuta in tempo di pace dai tempi della peste. Discorsi simili si possono fare per la maggior parte dei Paesi dell'Europa dell'Est; basta d'altronde parlare con qualche immigrato di quelle zone per sentirsi dare sempre la stessa risposta: "Sì, non avevamo la democrazia, ma avevamo un lavoro, una casa, la Sanità e i trasporti gratuiti... si stava meglio di adesso". In quasi tutti quei Paesi gli ex comunisti sono stati eletti democraticamente al potere e prendono mediamente più voti che in Occidente.

Tuttavia chiedi: "Dal punto di vista marxista, quale è l'interpretazione di questa debacle storica?"

Io credo che sia stata in effetti una debacle, anche se non nei termini in cui la esprimi tu. L'interpretazione che ne dà la tradizione marxista a cui appartengo (che è quella del trotskismo) è che si tratti dei frutti avvelenati della degenerazione della Rivoluzione d'Ottobre avvenuta nel corso degli anni Venti. Lo stalinismo, che si è imposto con una "guerra civile fredda" in Russia, ha impostato un modello che, esportato tramite il controllo sul movimento comunista mondiale attraverso il Komintern e poi attraverso le invasioni militari durante la Seconda Guerra Mondiale, ha allineato a sé tutte le altre società post-capitalistiche che si sono formate sul pianeta. Il ritardo nella costruzione di partiti autenticamente marxisti, dovuto a sua volta alle limitazioni dello stalinismo e alla distruzione della Terza Internazionale come partito rivoluzionario mondiale, ha inoltre lasciato spazio nel Terzo Mondo a movimenti progressisti di guerriglia contadina o di ribellione militare che nella lotta contro l'imperialismo giungevano a prendere il potere e a nazionalizzare l'economia senza il coinvolgimento della classe operaia. Questo non poteva che creare delle forme di "bonapartismo proletario" dove un apparato statale iperburocratizzato dominava la società costruendo regimi del tutto analoghi a quello che era sorto in Russia per altre vie. Il "blocco socialista", a sua volta diviso in sottoblocchi per ragioni di puro interesse ristretto delle varie burocrazie nazionali, era questo.

Un blocco di quel genere non credo possa formarsi nuovamente, sia perché la gestione burocratico-autoritaria dell'economia pianificata ha dimostrato di non funzionare efficacemente, sia perché il proletariato ha nel frattempo acquisito un peso molto maggiore a livello mondiale e la tattica della guerriglia rurale e dell'insurrezione di "ufficiali liberi" è in declino anche nei Paesi poveri. Le rivoluzioni che verranno saranno urbane, proletarie e basate su una grande partecipazione dal basso.

Poi introduci un punto che a mio giudizio è poco pertinente: "In realtà il capitalismo ed i suoi effetti agiscono in Europa fin dal 1600, con la nascita del capitalismo agrario, e se il miglioramento introdotto in Italia negli ultimi 60 anni è notevole sotto molti punti di vista, il miglioramento a livello Europeo e ora mondiale è esorbitante".

Forme di capitalismo esistono fin dal Duecento in Italia. I liberi comuni così come le repubbliche marinare non erano altro che pionieristici Stati borghesi. I marxisti non hanno mai minimizzato l'enorme sviluppo delle forze produttive (e di conseguenza il colosssale progresso della società) dovuto all'imporsi del capitalismo sul feudalesimo e tutto sommato anche dell'imporsi del capitalismo su altri modi di produzione extraeuropei. Il Manifesto di Marx ed Engels è in buona parte un'apologia dell'ascesa del modo di produzione capitalistico.

Questo è coerente con la visione del materialismo storico, per cui un modo di produzione si impone perché è in grado di sviluppare le forze produttive meglio del modo di produzione che rimpiazza. Ma fa parte di questa visione anche la consapevolezza che ogni modo di produzione raggiunge ad un dato momento i suoi limiti e inizia ad agire come freno, prima relativo e poi assoluto, allo sviluppo di quelle stesse forze produttive. La critica marxista al capitalismo non implica una critica morale o assoluta, fuori dal tempo; ci limitiamo a dire che è ora di sostituirlo con qualcosa di meglio.

Finisci con questa dichiarazione davvero sbalorditiva: "Il capitalismo ha dimostrato, in 4 secoli di tumultuosa storia, di poter elevare anche il livello "minimo" di vita di tutti, a prezzo di un aumento della concentrazione della ricchezza".

Mi guardo attorno e mi chiedo dove mai lo abbia dimostrato. Neppure nella sua epoca eroica, quand giocava un ruolo decisamente progressista, il capitalismo ha funzionato così. C'è sempre stata nello sviluppo del capitalismo una massa gigantesca di popolazione trascinata in basso anche rispetto alle sue condizioni precedenti. Potrei citare gli schiavi deportati dall'Africa all'America ma anche buona parte della popolazione rurale europea trasformata in miserabili che vivevano nei gradini più bassi dell'ecosistema metropolitano.

"Il problema che si pone, semmai, è se tale spinta propulsiva si stia eventualmente esaurendo."

Sì, il punto è proprio questo. Ciao!

ma allora il famoso debito

ma allora il famoso debito pubblico lo stato a chi lo deve? qst è un punto k nn è mai chiaro...non a noi perche ogni cittadijno ha sulla testa 30000 euro di debito.. il debito deriva dal plusvalore del capitale ( monetario, finanziario ecc) quindi? quindi sarebbe un debito che lo stato, banche e grosse industrie hanno verso i cittadini perchè lo sottraggono col plusvalore? quindi nella realtà noi, cittadini, abbiamo un credito e nn un debito come ci raccontano tt i giorni... ho detto giusto?

A chi è dovuto il debito pubblico?

Caro Giorgio,
non è così complicato come può sembrare.
Il debito pubblico è un debito che ha lo Stato verso i detentori dei titoli di Stato. I singoli cittadini non hanno nessun debito. Non hanno neppure nessun credito, a meno che non posseggano BOT, BTP ecc.

Chi sono i creditori dello Stato italiano? Qualche dato lo trovi in questo ottimo articolo. La gran parte dei titoli sul debito pubblico italiano è posseduta da banche e compagnie assicurative italiane e straniere. A loro volta le banche però mettono questi titoli in dei fondi che sono finanziati anche da risparmiatori privati. Si potrebbe fare un'analisi disaggregata, avendo dati più precisi, ma quel che appare probabile è che i piccoli risparmiatori (lavoratori, pensionati e piccola borghesia) posseggano una parte piccola della massa del credito; per la maggior parte questo credito è detenuto direttamente o indirettamente dalla grande borghesia.

Un calcolo che era stato fatto una quindicina di anni fa stimava che l'85% del credito pubblico fosse della grande borghesia e solo il 15% di piccola borghesia e proletariato; le percentuali non penso si siano stravolte, anzi, ultimamente comprare BOT non va più di moda nei ceti meno abbienti.

Come vedi, non c'è nessun mistero: lo Stato italiano è indebitato verso i suoi creditori, che sono soprattutto i ricchi, italiani e stranieri. Per pagare gli interessi su questo debito, prende i nostri soldi attraverso le tasse e attraverso i tagli alla spesa pubblica. In sostanza, c'è un trasferimento di ricchezza dai più poveri ai più ricchi. Per questo bisogna rifiutare di pagare il debito pubblico, garantendo soltanto i piccoli risparmiatori.

il valore nn si regge solo

il valore nn si regge solo sulla ricchezza di un paese ma soprattutto dalla fiducia, i 20 euro valgono 20 euro xk noi li accettiamo come valuta, Ezra Pound secondo me era uno che certe cose le aveva capite, che senza sovranità della moneta uno stato non vale niente, se una moneta non è sovrana, come lo è l'euro, i paesi possono solo soccombere; poi ribadisco che la sovranità nn basta, bisogna darla al popolo e ai lavoratori; poi in america non si produce niente, semmai si consuma, la produzione è nei paesi del terzo mondo o in cina...

I 100 MLN CHE la BCE emette

I 100 MLN CHE la BCE emette li da all'1 % alle banche le quali comprano i titoli del debito al 7% di rendimento, la BCE non compra titoli!! è tutto un meccanismo di interessi che se fosse lo Stato tramite la zecca dello Stato ad emetterla, come fa x le monete di metallo, eviterebbe di pagare quel 7 % che oggi ci costa intere finanziarie ogni anno...
poi aggiungo qst:
"Leggo da più parti che il così detto "signoraggio" (il guadagno delle banche su soldi che in pratica producono dal nulla) è una balla, un meccanismo che non esiste. Poi leggo che nel 2002 Duisenberg, il primo presidence della BCE dichiara a proposito dell'idea italiana di produrre tagli in banconote da uno e due euro:

"...spero che Mr Tremonti si renda conto che se tale banconota dovesse essere introdotta, egli perderebbe il diritto di signoraggio che si accompagna ad essa. Dunque se egli, come ministro dell’Economia, ne sarebbe contento non lo so.”
A questo punto ci tocca di affermare che il sig. Duisenberg parlava di qualcosa che non esiste prima di esser trovato morto nella sua piscina. Incidentalmente vengo a sapere che la BCE decide sugli euro di carta mentre le banche centrali su quelli di metallo. Oggi quindi le banche centrali (che sono private) non son altro che emanazioni della BCE, che a sua volta è privata e che non deve rispondere a nessuno del proprio operato. E c'è gente convinta di cambiare le scelte dello stato col proprio voto. Monti vuole veramente salvare l'Italia? Faccia una cosa: tolga alle banche la possibilità di prestare più soldi di quelli che hanno, tolga alle banche la possibilità di stampare moneta e la restituisca allo Stato. Ma Monti sa bene di non poter fare ciò nemmeno se volesse, perché lo Stato non ha più autorità sulle proprie finanze."
Natalino Balasso

POi un certo H. Ford diceva: se i popoli capissero i meccanismi della creazione di moneta di sarebbe una rivoluzione entro domani mattina!!

No copia-incolla

Caro Giorgio,
se vogliamo ragionare, ragioniamo. Se vogliamo copiare ed incollare stronzate trovate altrove, no grazie. Tutte le osservazioni che fai trovano già risposta nelle FAQ, inclusa la scempiaggine su Duisenberg.

Ah, e per favore non citiamo Ezra Pound, bravo poeta ma privo di qualsiasi competenza economica oltre che simpatizzante del fascismo, come un'autorità sul tema.

I prossimi commenti di questo tenore fatti con lo stampino verranno rimossi.

l’encomiabile impegno sociale del compagno Mauro Vanetti

Salve signor Vanetti.
Ritenendo di fare "cosa utile e giusta" mi sono permesso di riportare il suo post sul mio blog - all'indirizzo http://paolosdantone.wordpress.com/2012/08/18/signoraggio-faq/ - con la seguente premessa:

"Ho molto apprezzato l’articolo scritto da Mauro Vanetti e Luca Lombardi, pubblicato su Carmilla
http://www.carmillaonline.com/archives/2012/03/004236.html e segnalato dallo stesso Vanetti sul suo blog, all’indirizzo http://www.maurovanetti.info/?q=signoraggio - Qui, ho disabilitato la possibilità di lasciare i commenti che possono invece utilmente arricchire il già brillante e articolato dibattito ammirevolmente sostenuto dall’autore, Mauro Vanetti: del quale riporto un passaggio che testimonia, a mio parere, l’eccellente solidità dei fondamenti teorici il cui costante affinamento sembra costituire il motore dell’encomiabile impegno sociale del compagno Mauro Vanetti".

Nello scusarmi per non averle chiesto l'assenso alla ripubblicazione, qualora il reblog non sia di suo gradimento gliene assicuro la pronta cancellazione.

La ringrazio e la saluto
Paolo Silvestro D'Antone - Reggio Emilia

Grazie!

Caro Paolo,
figuriamoci se c'è problema! Qua è tutto copyleft, anzi grazie per la diffusione del testo e per i complimenti.

Bancocrazia

Marx è stato il primo a parlare di signoraggio,connesso alla "dottrina" del debito pubblico, nell'ambito del sistema usurario connaturato al sistema bancario capitalista. Egli coniò il termine "Bancocrazia", per descrivere questo meccanismo a livello globale. Ma leggiamo:

KarlMarx ed il signoraggio bancario (il Capitale, libro Primo, sezione VII, capitolo 24)
tratto dal capitolo 24
Il sistema del credito pubblico, cioè dei debiti dello Stato, le cui origini si possono scoprire fin dal Medioevo a Genova e a Venezia, s’impossessò di tutta l’Europa durante il periodo della manifattura, e il sistema coloniale col suo commercio marittimo e le sue guerre commerciali gli servì da serra. Così prese piede anzitutto in Olanda. Il debito pubblico, ossia l’alienazione dello Stato — dispotico, costituzionale o repubblicano che sia — imprime il suo marchio all’era capitalistica. L’unica parte della cosiddetta ricchezza nazionale che passi effettivamente in possesso collettivo dei popoli moderni è il loro debito pubblico. Di qui, con piena coerenza, viene la dottrina moderna che un popolo diventa tanto più ricco quanto più a fondo s’indebita. Il credito pubblico diventa il credo del capitale. E col sorgere dell’indebitamento dello Stato, al peccato contro lo spirito santo, che è quello che non trova perdono, subentra il mancar di fede al debito pubblico.
Il debito pubblico diventa una delle leve più energiche dell’accumulazione originaria: come con un colpo di bacchetta magica, esso conferisce al denaro, che è improduttivo, la facoltà di procreare, e così lo trasforma in capitale, senza che il denaro abbia bisogno di assoggettarsi alla fatica e al rischio inseparabili dall’investimento industriale e anche da quello usurario. In realtà i creditori dello Stato non danno niente, poichè la somma prestata viene trasformata in obbligazioni facilmente trasferibili, che in loro mano continuano a funzionare proprio come se fossero tanto denaro in contanti. Ma anche fatta astrazione dalla classe di gente oziosa, vivente di rendita, che viene cosi creata, e dalla ricchezza improvvisata dei finanzieri che fanno da intermediari fra governo e nazione, e fatta astrazione anche da quella degli appaltatori delle imposte, dei commercianti, dei fabbricanti privati, ai quali una buona parte di ogni prestito dello Stato fa il servizio di un capitale piovuto dal cielo, il debito pubblico ha fatto nascere le società per azioni, il commercio di effetti negoziabili di ogni specie, l’aggiotaggio: in una parola, ha fatto nascere il giuoco di Borsa e la bancocrazia moderna.

Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694). La Banca d’Inghilterra cominciò col prestare il suo denaro al governo all’otto per cento; contemporaneamente era autorizzata dal parlamento a batter moneta con lo stesso capitale, tornando a prestarlo un’altra volta al pubblico in forma di banconote. Con queste banconote essa poteva scontare cambiali, concedere anticipi su merci e acquistare metalli nobili. Non ci volle molto tempo perchè questa moneta di credito fabbricata dalla Banca d’Inghilterra stessa diventasse la moneta nella quale la Banca faceva prestiti allo Stato e pagava per conto dello Stato gli interessi del debito pubblico. Non bastava però che la Banca desse con una mano per aver restituito di più con l’altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all’ultimo centesimo che aveva dato. A poco a poco essa divenne inevitabilmente il serbatoio dei tesori metallici del paese e il centro di gravitazione di tutto il credito commerciale. In Inghilterra, proprio mentre si smetteva di bruciare le streghe, si cominciò a impiccare i falsificatori di banconote. Gli scritti di quell’epoca, per esempio quelli del Bolingbroke, dimostrano che effetto facesse sui contemporanei l’improvviso emergere di quella genìa di bancocrati, finanzieri, rentiers, mediatori, agenti di cambio e lupi di Borsa.
Con i debiti pubblici è sorto un sistema di credito internazionale che spesso nasconde una delle fonti dell’accumulazione originaria di questo o di quel popolo. Così le bassezze del sistema di rapina veneziano sono ancora uno di tali fondamenti arcani della ricchezza di capitali dell’Olanda, alla quale Venezia in decadenza prestò forti somme di denaro. Altrettanto avviene fra l’Olanda e l’Inghilterra. Già all’inizio del secolo XVIII le manifatture olandesi sono superate di molto, e l’Olanda ha cessato di essere la nazione industriale e commerciale dominante. Quindi uno dei suoi affari più importanti diventa, dal 1701 al 1776, quello del prestito di enormi capitali, che vanno in particolare alla sua forte concorrente, l’Inghilterra. Qualcosa di simile si ha oggi fra Inghilterra e Stati Uniti: parecchi capitali che oggi si presentano negli Stati Uniti senza fede di nascita sono sangue di bambini che solo ieri è stato capitalizzato in Inghilterra.
Poichè il debito pubblico ha il suo sostegno nelle entrate dello Stato che debbono coprire i pagamenti annui d’interessi, ecc., il sistema tributario moderno è diventato l’integramento necessario del sistema dei prestiti nazionali. I prestiti mettono i governi in grado di affrontare spese straordinarie senza che il contribuente ne risenta immediatamente, ma richiedono tuttavia in seguito un aumento delle imposte. D’altra parte, l’aumento delle imposte causato dall’accumularsi di debiti contratti l’uno dopo l’altro costringe il governo a contrarre sempre nuovi prestiti quando si presentano nuove spese straordinarie. Il fiscalismo moderno, il cui perno è costituito dalle imposte sui mezzi di sussistenza di prima necessità (quindi dal rincaro di questi), porta perciò in se stesso il germe della progressione automatica. Dunque, il sovraccarico d’imposte non è un incidente, ma anzi è il principio. Questo sistema è stato inaugurato la prima volta in Olanda, e il gran patriota De Witt l’ha quindi celebrato nelle sue Massime come il miglior sistema per render l’operaio sottomesso, frugale, laborioso e... sovraccarico di lavoro. Tuttavia qui l’influsso distruttivo che questo sistema esercita sulla situazione del l’operaio salariato, qui ci interessa meno dell’espropriazione violenta del contadino, dell’artigiano, in breve di tutti gli elementi costitutivi della piccola classe media, che il sistema stesso porta con sè. Su ciò non c’è discussione, neppure fra gli economisti borghesi. E la efficacia espropriatrice del sistema è ancor rafforzata dal sistema protezionistico che è una delle parti integranti di esso....

RISCOPRIRE LE ORIGINI,RILEGGERE MARX, PER CAPIRE IL PRESENTE.NON ESISTONO BANCHE BUONE, SE NON VENGANO NAZIONALIZZATE E PRIVATE TOTALMENTE DEL SIGNORAGGIO SULLA MONETA. LA BANCA DEVE ESSERE TOTALMENTE PUBBLICA E FUNZIONARE COME TIPOGRAFIA AL SERVIZIO DELLO STATO.E BASTA! TUTTO IL RESTO E'SCHIFOSA PROPAGANDA CAPITALISTA! LO VEDETE DOVE CI STA PORTANDO QUELLA CHE MARX GIUSTAMENTE DEFINIVA BANCOCRAZIA...NON ESISTE UN MERCATO FINANZIARIO BUONO, UN PO COME E' PURA LEGGENDA E ANCORA PURA PROPAGANDA QUELLA CHE PROPUGNANO I NEOLIBERISTI RAMPANTI (IN ITALIA I BOCCONIANI), TRADITORI DELLO STESSO ADAM SMITH, QUANDO AFFERMANO CHE LA MANO INVISIBILE DEL MERCATO TUTTO REGOLA E TUTTO RISOLVE... SIETE CONTENTI DI QUESTA DITTATURA EUROPEA? FORSE I VOSTRI FIGLI LO SARANNO MOLTO MENO. SVEGLIA!

...un par di balle

minestra riscaldata un paio di balle...la globalizzazione ci sta proletarizzando tutti, sta scomparendo la classe media (al capitalismo in questa fase non fa più comodo).
Noi esistiamo solo in quanto serviamo per comprare merci...se non siamo più in grado di comprarle possiamo pure andare tutti affanculo, intere nazioni possono scomparire e lasciare il posto ad economie "emergenti"...possiamo morire e decomporci sulle strade, ai signori della terra non interessa il nostro destino se non siamo più funzionali al mercato(del resto ne abbiamo la dimostrazione da secoli, perchè la maggioranza degli abitanti del globo, il cosiddetto terzo mondo, è tenuto nella miseria in modo da fornire materie prime per quelle merci atte a soddisfare i mercati dei paesi ricchi: 50 milioni di persone muoiono di famne ogni anno semplicemente perchè si è deciso a monte che non siano consumatori).La Cina sarà un altro mercato, ma nulla di nuovo, sono 5000 anni che esiste la Cina, e ha avuto sempre il posto che meritava di ricoprire storicamente...capito questo, ogni altra discussione in merito mi sembra superflua...altro che società liberista...non esiste la società liberista...il liberismo consiste solo in un gigantesco ovile dove si tosano le pecore, un globale recinto dove ci nutrono e ci permettono di riprodurci solo perchè dobbiamo assolvere alla funzione strumentale di consumatori. E se qualcuno mi parla di complottismo gli salto alla gola e lo azzanno come una tigre, perchè le Corporations esistono, e ci stanno schiavizzando tutti da decenni! Marx aveva previsto anche questo comunque...

Marx signoraggista?

Abbiamo già risposto nelle stesse FAQ a questa bufala per cui Marx sarebbe stato il primo signoraggista, citando proprio uno dei passaggi citati due commenti fa. La lunghissima citazione è eccellente per capire come la pensasse Marx a proposito del debito pubblico, dell'interesse finanziario e dell'origine delle banconote. Purtroppo chi ha fatto il commento non ha capito neppure quel che ha citato.

Marx spiega come la banca si sia arricchita prestando oro allo Stato. A un certo punto questo rapporto usurario tra banca e Stato ha fatto assumere a quella banca il carattere di banca centrale statale. I titoli emessi dalla banca che è creditrice dello Stato assumono il carattere di moneta. A questo punto l'emissione di banconote diventa privilegio di quella banca, ma sono ancora banconote convertibili. La banca può prestare denaro senza neppure far uscire l'oro dai suoi forzieri. Cosa dice dunque Marx? dice che l'emissione di banconote da parte di una banca centrale è storicamente un effetto dell'interesse bancario sul debito pubblico. I signoraggisti dicono il rovescio, è cioè che l'emissione di banconote è la *causa* dell'interesse bancario sul debito pubblico.

Invito ancora una volta a leggere ciò che si commenta, i signoraggisti stanno davvero facendo una pessima figura in questa discussione, sembrano un'orda di isterici ignoranti. Forse perché lo sono? :-)

opinioni ma anche certezze

Io credo che i fascisti o i rossobruni facciano disinformazione perchè si agganciano a ideologie passate e non hanno ben chiaro il concetto di sovranità monetaria.
è un opinione.
i teorici del complotto seguono una teoria, una tesi che ormai vedono giorno per giorno realizzarsi non me la prenderei con loro perchè ci vedono chiaro o perchè non ci vedono: sono opinioni.
Io mi concentrerei sulla gente in malafede.
Lei caro Mauro Vanetti ha già sentenziato ancor prima di incominciare con la frase chiameremo signoraggisti coloro che dicono bufale sul signoraggio.
La soluzione c'è ed è indicata dalle persone competenti
si chiama sovranità monetaria ed è garantita dalla costituzione che come ogni legge va giustamente interpretata.
Peccato non dire che il signoraggio dello stato sulle monete sia un signoraggio in perdita.
Si svaluta se ce n'è troppa, dai miei dati risulta che già ce ne sia troppa e non vedo come questo possa in fluire sulla inflazione o deflazione.
10 15 volte il pil della terra è una cosa che non sta nè in cielo nè in terra (sta all'inferno ma questa è una mia opinione).
Non è chiaro se ci guadagna lo stato o la banca.
Dopo dice le quote ma non fa riflettere al momento giusto.lo stato ha neanche il 5% e il guadagno è proporzionato alla partecipazione al capitale.
L'Autonomia della banca centrale è un concetto ambiguo.
Non si capisce perchè uno stato debba rendere autonoma la sua banca se questa serve al benessere dello stato.
Tutt'al più dovrebbe essere sotto controllo esterno la quantità di valuta che viene emessa, non la proprietà della banca nè la proprietà della moneta.
Il signoraggio c'è lo stesso con moneta elettronica ed è peggio perchè in questo caso il guadagno è totale non vi è nemmeno la differenza col costo di produzione.
le grandi banche che dominano l'economia mondiale sono quelle che posseggono di fatto le banche centrali.
E' giusto che le banche si arricchiscano e lo stato vada in miseria mi sembra logico.
Come mai si è ridotto il signoraggio se andava bene.
So per certo che in questo momento utilizziamo una moneta non nostra che ci indebita del 270% ca.
Non mi fiderei di Corrado Passera perchè banchiere.
Inutile parlare di Storia se non la si conosce.
Non si può comprendere il presente senza un'adeguata conoscenza del passato.
Non vedo come una nazionalizzazione formale possa apportare alcuno beneficio alla nazione.
la SM Beppe non l'ha messa nel programma (della Casaleggio).
E dietro la Casaleggio chi c'è?
I lavoratori sono lo Stato pensa se non lavorano cosa può succedere, niente stato.
Intesa San Paolo è la prima azionista di bankitalia spa.
Dare del ciarlatano a Giacinto Auriti è veramente ignobile per chi ha denunciato la banca d'italia per truffa falso in bilancio usura associazione a delinquere istigazione al suicidio e si è sentito dire dal giudice lei ha dimostrato l'elemento materiale del reato ma manca il dolo perchè è sempre stato così, ma questa è un aggravante del reato.
Si i casi di moneta complementare hanno avuto successo si veda itaca Usa.
Come dice un principio dell'alchimia, scienza sacra male interpretata:
"Come in alto così in basso".

Commenti incomprensibili

Caro alexrainbow,

non te la prendere ma hai fatto un tale minestrone di frasi sconnesse tra di loro e spesso prive di senso compiuto che mi è impossibile risponderti punto per punto. Rispondo sulle uniche questioni in cui vedo che hai cercato di dare delle cifre precise.

  1. Dici che lo Stato ha il 5% della Banca d'Italia e che il suo guadagno è proporzionato a questa partecipazione al capitale. Come ho dimostrato nelle FAQ, basandomi proprio sul bilancio della Banca d'Italia, non è per niente così; la quota degli utili della Banca d'Italia che va allo Stato è del tutto sproporzionata rispetto alla partecipazione formale dello Stato al capitale della banca centrale, proprio perché in realtà Bankitalia non funziona come una normale società per azioni.
  2. Dici che "in questo momento utilizziamo una moneta non nostra che ci indebita del 270% ca."; questa frase non ha alcun senso, l'uso di una moneta piuttosto di un'altra di per sé non ci indebita in alcun modo e la cifra del 270% mi sembra inventata di sana pianta. Anche su questo suggerisco di rileggere le FAQ che spiegano la cosa con esempi pratici.

certezze

Io credo che tu abbia capito molto bene.Per comodità tua ovviamente, inutile stare a ragionare troppo sulle cose.

Queste FAQ sono inaccettabili, fuorvianti,ancora peggio perchè scritte da persone competenti.

1.lo dici tu la quota degli utili della banca d'italia che va allo stato è del tutto sproporzionata rispetto alla partecipazione "formale" dello stato al capitale della banca centrale.
Quale dovrebbe essere la partecipazione formale? il 5% o il totale?
Forse volevi dire che non funziona come un normale istituto di diritto pubblico.
2.Non ci indebita?
La moneta all'atto dell'emissione nasce di proprietà della banca centrale europea.
Il costo del denaro all'atto dell'emissione è del 200% più gli interessi che si accumulano col passare del tempo.
3.Il problema del signoraggio bancario è un problema di tipo giuridico non ha soluzioni economiche ma soluzioni legali. il sistema bancario ha violato la costituzione e da tempo.

Basta bufale sul signoraggio

  1. L'INPS e l'INAIL hanno formalmente soltanto circa il 5,7% della Banca d'Italia, ma come ho dimostrato nelle FAQ lo Stato prende il 96% degli utili che la Banca d'Italia distribuisce (dati 2010). Quindi Bankitalia non funziona come una società per azioni bensì come una società di diritto pubblico e per le banche private partecipare al capitale di Bankitalia è un onere e non un vantaggio.
  2. Sai cos'è il costo del denaro? Il costo del denaro è il tasso di interesse che la banca centrale chiede alle banche private a cui fa da prestatore di ultima istanza. Quei soldi sono soldi che lo Stato guadagna dalle banche private, non sono soldi che i cittadini devono dare alle banche. Il costo del denaro nell'Eurozona è attualmente dello 0,75%, spero tu ti renda conto della differenza tra questo valore e il 200% che hai detto tu. Forse stai parlando di cose che non conosci.
  3. Non esiste nessuna violazione della Costituzione o della legge dovuta al signoraggio bancario, che non è un problema di tipo giuridico (e a dire il vero non è neppure un "problema"). Chi ha provato a sostenere in tribunale questa fesseria, come il ciarlatano Giacinto Auriti, ha rimediato solo figure barbine.

Ti consiglio di leggere le mie FAQ con più attenzione, mi pare che tu stia ripetendo come un pappagallo sciocchezze lette su siti che diffondono bufale. Non tutto quello che trovi su Internet è vero.

TI sbagli

Ti sbagli vai a prendere la sentenza! Il giudice ha detto " lei ha dimostrato l'elemento materiale del reato ma il reato non sussiste perchè manca il dolo perchè è sempre stato così.
La continuazione del reato è un aggravante e non un esimente.
Trattasi di consuetudine è come dire che gli stupri e le violenze al giorno d'oggi sono una consuetudine radicata nel tempo e per questo non sono gravi.

Ti consiglio di studiare la storia, l'economia, la legge, le religioni, l'archeologia e ogni altra cosa che ti passi per la mente per ampliare le tue conoscenze che per quanto mi riguarda sono limitate a ripetere a pappagallo le sciocchezze tecniche del tuo padrone che risiede alla banca centrale. Tu sei una pecora e il tuo pastore è la BCE.

Non ho altro da dire, perchè non ho tempo da perdere con persone che non vogliono comprendere.

Studiare, studiare, studiare

Caro ultimo commentatore,
innervosirsi e insultare è controproducente. Guarda come son tranquillo io! Sai perché? Perché sono convinto di avere totalmente ragione e di essere abbastanza intelligente per potertelo dimostrare. Se sei insicuro, se credi di avere torto o di essere stupido, meglio lavorare prima su te stesso e solo successivamente andare sul Web a fare polemiche. Tutti possono diventare più colti e meno scemi.

Torniamo sulla sentenza che ha stabilito che Auriti diceva cose "campate per aria" (cito letteralmente). La puoi leggere integralmente qui: http://www.bancaditalia.it/bancomonete/signoraggio/cass_SS_UU_16751_06.pdf Questa sentenza ha dato torto marcio ad Auriti, al punto che ha dovuto addirittura pagare le spese. La sentenza non dice neanche lontanamente quello che le attribuisci, specificando al contrario che la BCE (e la Banca d'Italia, che Auriti non sapeva neanche ben distinguere tra di loro) non ha fatto niente di illecito secondo la legislazione e l'ordinamento vigente. Ovvero, il signoraggio non è illegale e Auriti diceva stronzate.

"Perché è sempre stato così" è una frase che non ha assolutamente niente a che vedere con la sentenza, che dice tutt'altro. Del resto l'idea che si potesse cambiare l'assetto monetario di un intero continente rivolgendosi al giudice di pace di Lecce è così ridicola che mi sembra qualifichi non solo chi l'ha avuta ma anche chi a distanza di anni ancora perde tempo dietro a questa storia.

oltre ogni ragionevole dubbio?

http://www.altalex.com/index.php?idnot=37581

Perdere tempo dietro alle cose non si può considerare una perdita di tempo cerca di avere maggiore rispetto così anche gli altri te lo daranno zio stammi bene.

Leggere ciò che si critica prima di criticarlo

Quel link critica, in modo poco efficace e dicendo molte imprecisioni, l'indipendenza della Banca d'Italia. Neanch'io sono d'accordo con l'indipendenza della Banca d'Italia, come ho scritto nelle FAQ sul signoraggio. Un governo che stesse dalla parte dei lavoratori dovrebbe sicuramente annullare questa cosiddetta indipendenza.

Ma hai letto ciò che stai commentando?

e nulla più

Te la racconti zio o come te la racconti...e nulla più.
Ecco perdere tempo con te è tempo perso.
Non voler vedere l'evidenza delle cose è cosa grave; è cosa certa che tu sia bravo a parole a rigirarle sempre a tuo favore nell'incaponirsi a difendere un sistema che non è atto per la tua difesa.

Per chi viene qui a scrivere "parlare con te è tempo perso"

Avviso per chi viene qui a scrivere "parlare con te è tempo perso": non venite qui.

I prossimi commenti che conterranno questa frase verranno giustamente cancellati. Se non volete discutere, non avete diritto di farlo.

Chiarimenti

Ho letto con estremo interesse le FAQ per avere un po di chiarezza data l'enorme mole di documenti che ci sono sull'argomento.
Anche se sono convinto della bontà delle argomentazioni proposte, la mia scarsa competenza economica non mi permette di riuscire a sostenerle adeguatamente quando mi trovo a discutere con qualche "signoraggista"(virgoletto perchè, come precisato nelle FAQ, tra gli -autodefiniti- signoraggisti spesso si trovano "anticapitalisti fuorviati" ).
Può consigliarmi qualche lettura che mi dia modo di comprendere appieno i termini e le definizioni espresse nelle FAQ?

La ringrazio
A.

Economia al popolo!

Grazie And,
ci diamo del tu?

Credo che buona parte del ragionamento possa essere svolto senza particolari competenze economiche. Io ho chiesto l'aiuto di Luca Lombardi che per lavoro si occupa di queste cose e quindi è un "esperto" ma il nostro sforzo è stato quello di non usare ragionamente particolarmente complessi; tutto sommato l'economia secondo noi deve essere una disciplina, almeno nei suoi aspetti fondamentali e rilevanti per la partecipazione alla vita politica della gente comune che lavora, alla portata di tutti.

Ti vorrei dunque chiedere in particolare quali espressioni o concetti ti siano risultati più oscuri. A presto!

Provo a mettere giù le idee

Provo a mettere giù le idee (il mio dubbio è che sembra tutto troppo semplice):
la zecca della BCE stampa X banconote, le vende agli stati guadagnando il reddito da signoraggio-->ridistribuisce questo profitto attraverso l'acquisto di titoli di stato sul mercato secondario.Giusto?
Il profitto delle banche private in questo passaggio è sostanzialmente quei 62 milioni di cui parli?
La BCE ne guadagna qualcosa(a parte i titoli di stato)?

Poi però leggo che la banca centrale "non butta mazzette di banconote da un elicottero: usa il denaro “creato dal nulla” per comprare qualcosa, tipicamente dei titoli finanziari", quindi il ragionamento di prima crolla?

Ok per il tu,e grazie a te!

In sintesi

Ciao And,
no, non è proprio così.

La "zecca della BCE" (che non esiste :-) ) non ha bisogno di stampare banconote direttamente. Quello che fa la BCE è, per esempio, acquistare titoli di Stato dalle banche private. In questo modo le banche hanno meno BOT-spazzatura e più denaro e quindi c'è più denaro in circolazione nell'economia. Questo è solo un esempio, la BCE può fare anche altre operazioni per aumentare la liquidità del sistema bancario. L'operazione più comune è cambiare il tasso di interesse a cui presta il denaro alle banche private: abbassare il tasso vuol dire prestare denaro più facilmente e quindi farne circolare di più.

La BCE non deve prendere il denaro che gli serve per acquisti da nessuna parte, perché può crearlo dal nulla semplicemente accreditandolo sui conti delle banche private. Non stiamo finora parlando di denaro fisico, le banche non si scambiano valigette di banconote quando fanno delle transazioni. Questo è "denaro virtuale", come il denaro che hai sul tuo conto corrente. Tuttavia, se il denaro virtuale aumenta, prima o poi qualcuno vorrà ritirare una parte di quel denaro fisicamente, e quindi complessivamente aumenterà anche il denaro fisico e qualcuno dovrà stampare le banconote.

Nelle operazioni di aumento della base monetaria la BCE crea denaro dal nulla, quindi si arricchisce. Questo arricchimento viene distribuito tra tutte le banche centrali nazionali. Siccome la Banca d'Italia (diversamente da altre banche centrali) distribuisce simbolicamente una parte degli utili alle banche private da cui storicamente deriva, alcune briciole del signoraggio finiscono ad alcune banche private: nel 2010, 62 milioni di euro. Questi 62 milioni di euro sono una curiosità tutta italiana e non hanno alcuna importanza nel ragionamento. La cosa importante è invece che nel 2010 lo Stato italiano e la banca centrale italiana hanno guadagnato circa 1,7 miliardi di euro dal signoraggio. I signoraggisti equivocano tutto e pensano che il signoraggio sia una perdita per lo Stato.

Se l'operazione di aumento della base monetaria è consistita nell'acquisto di BOT-spazzatura, in prima battuta per lo Stato italiano non cambia molto: prima doveva pagare gli interessi a un privato, ora deve pagarli alla BCE. I signoraggisti pensano che la BCE comprando i titoli di Stato italiani dalle banche "schiavizzi" l'Italia, ma la realtà è che l'Italia era già schiava dei suoi creditori privati. Il vero problema è che alla fine della fiera per ripagare questi debiti il governo sarà spinto a imporre misure di austerity sui lavoratori.

Ringraziamento

Innanzi tutto grazie. Chiunque fa opera di divulgazione sulla tematica finanziaria gode della mia stima e della mia gratitudine, a prescindere da ciò che viene detto. Sono d'accordo e non su ciò che è stato detto nella vostra trattazione, ma, ad ogni modo, ritengo non sia possibile trattare l'argomento con così poche parole. Il "signoraggio bancario" è un problema marginale, su questo condivido, ma il prestito con interesse lo è. Mi è piaciuta tantissimo l'indicazione sul secondo capitolo del manifesto (se ricordo bene dovrebbe essere il II), ma l'idea era uno strumento per il monopolio proletario degli strumenti della produzione (idea che oggi come rimane ottima secondo me, ma va riattualizzata; tra l'altro, Marx stesso ha concluso dicendo che lui ci ha indicato la via, poi sarebbe stato a noi svilupparla). L'esercizio della sovranità monetaria da parte di un ente privato per me rappresenta in primis dei problemi di carattere giuridico per la delega di sovranità, ma ahinoi le leggi vigenti potrebbero essere madri della Costituzione per longevità; in secundis, è un sistema svantaggioso di gestione dell'ordine sociale. La moneta merce, la moneta simbolo, i mercati, le banche centrali, il traffico interbancario, ecc.. sono tutti sistemi per economicizzare il nostro vivere in forma di società Stato; dunque, ad uno Stato che deve porre in essere un macchiavellico sistema di trucchetti con la politica fiscale per governare la politica economica, io preferire uno Stato in cui l'unica tassa è l'inflazione e che per sostenere la spesa pubblica non riscuote tasse ma emette moneta (ovviamente in un regime regolato che impedisca la tentazione di approfittare del controllo o "signoria" sull'emissione monetaria - alla Friedman per intenderci - comportando più danni che altro alla società).
Qualcuno nei commenti precedenti ha parlato di interesse come problema principale (o quello che viene definito "signoraggio secondario") e su questo mi trova d'accordo, ma non solo per quanto riguarda l'interesse bancario, ma più per quel che riguarda l'interesse come costo dei prestiti e dei mutui (che poi mutui senza l'interesse non sarebbero più). L'interesse è il cancro dell'economia finanziaria, o per i marxisti, il costo della circolazione dei capitali.

Comunque, le parole anzidette non volevano essere né risposte, né affermazioni, visto che gli unici in grado di farne, secondo me sono morti (ed esorterei il commentatore precedente che ha indicato una serie di citazioni bibliografiche ad annoverare tra i suoi mentori anche Menger, Mises, Hatrey (o 'ay, non ricordo), Friedman, Keynes (come mera lettura antagonista), Smith, Rousseau (parla di finanza più di molti altri, anche se non sembra), Pareto, Capograssi (giurista-filosofo che ha parlato della materializzazione del reticismo della promessa con la moneta) Roothbard (forse sbaglio nello scrivere il nome) ed il mio caro Marx (che, tranne qualche riferimento che voi avete indicato - anche se mi ricordo che ce ne erano altri quando tratta delle merci... - non ha parlato tanto delle banche e della finanza in modo diretto, ma lo ha fatto più di chiunque altro in modo indiretto, visto che oggi, secondo me, capitale è sinonimo di agglomerati monetari, o "sovrarisparmi").

Piuttosto, Vi sarei davvero grato se mi poteste indicare la fonte normativa per cui sostenete che la BC versi ogni anno nelle casse dello Stato il reddito da signoraggio. Non è la prima volta che sento dire questa cosa, e ci sono due cose che mi fanno dubitare della sua veridicità. 1) Il reddito da signoraggio non dovrebbe esistere più nei sistemi bancari ispirati al Modern money mechanics, poiché la moneta ad alto potenziale (o base monetaria se volete) emessa dalla BC è caratterizzata dalla dissipatività (obbligo di espunzione dalla circolazione dopo la riacquisizione da parte della BC - se non erro il termine usato al posto di riacquisizione è "ripetizione"). 2) Fino alla 449 del 1893 penso (magari mi sbagliassi) di aver visto tutta la normativa istituzionale in materia di rapporti tra Banca centrale e Stato.
Ad ogni modo, mi auguro con tutto il cuore che Voi abbiate una risposta illuminante da darmi su qualche norma che mi è sfuggita; se poi è un regolamento di Bankitalia, ben venga, però ci sarà un forte calo di stupore, visto che i regolamenti interni delle spa (o se ci vogliamo prendere in giro chiamiamola "Istituto di diritto pubblico", e chiamiamo le azioni "partecipazioni")non possono (o potrebbero) regolare l'ordine sociale.

P.S. al commento precedente

Chiedo scusa, ma per sbaglio ho inviato il commento prima del previsto, dunque non ho avuto modo di correggere gli errori di bozza. Ho notato di aver sbagliato la battitura di alcuni nomi (quando ci sono le parentesi che manifestano il dubbio potrei avere sbagliato per reali ignoranza), ho di aver saltato alcune parole nella costruzione delle frasi.
Vogliate scusarmi.

Nessun mistero

Ciao!

Prima di tutto, hai letto l'articolo? A buona parte delle tue osservazioni abbiamo già risposto. Vedo che molte persone vengono a commentare qua sopra senza aver letto le FAQ.

Rispetto alla proposta di uno Stato che abbia come unica "tassa" l'inflazione: mi sembra un'idea molto iniqua. L'inflazione equivale a una tassa indiretta, come l'IVA, e quindi è fortemente regressiva: colpisce i poveri più duramente dei ricchi. Comunque non mi sembra una grande pensata innovativa, come abbiamo segnalato nelle FAQ durante la cosiddetta "Prima Repubblica" lo Stato italiano ricavava una parte importante delle proprie entrate proprio dal signoraggio (ossia, "tassava" i suoi cittadini con l'inflazione). Il signoraggio "dal 1975 al 1985 ha costituito il 28% delle fonti di finanziamento pubblico" e non mi pare che in quegli anni i lavoratori stessero molto bene.

Chiamare l'interesse sul capitale "signoraggio secondario" è indicativo di come i signoraggisti ribaltino completamente i termini della questione. L'interesse sul capitale è nel capitalismo la questione principale, che va al cuore del problema, perché deriva direttamente dallo sfruttamento del lavoro umano; il signoraggio monetario è un aspetto secondario e inessenziale del funzionamento di questo sistema.

Elencare economisti secondo me non serve a molto. Anche questo fa parte del metodo cospirativo-complottista di approcciarsi all'economia, che secondo me va rifiutato. Cerchiamo di capire le cose per come stanno invece di appellarci a stuoli di cognomi e di libri che nessuna persona comune ha il tempo di leggere, e che comunque dicono cose in contraddizione tra di loro. L'economia non è così complicata come ci vogliono far credere e qualunque operaio di buon senso è in grado di capirne tutti gli aspetti essenziali.

La "fonte normativa" del fatto che la Banca d'Italia versi i suoi utili allo Stato è molto semplicemente lo Statuto della Banca d'Italia, che all'articolo 39 recita:

Il Consiglio superiore determina gli accantonamenti al fondo di riserva ordinaria, fino a concorrenza del 20% degli utili netti conseguiti nell’esercizio. Ai partecipanti sono distribuiti dividendi per un importo fino al 6% del capitale. Col residuo, su proposta del Consiglio superiore, possono essere costituiti eventuali fondi speciali e riserve straordinarie mediante utilizzo di un importo non superiore al 20% degli utili netti complessivi e può essere distribuito ai partecipanti, ad integrazione del dividendo, un ulteriore importo non eccedente il 4% del capitale. La restante somma è devoluta allo Stato.
La riserva ordinaria, se diminuita per ammortizzare le perdite o per qualsiasi altra ragione, deve, salvo il disposto del successivo art. 40, essere al più presto interamente reintegrata.
(Statuto della Banca d'Italia)

Dietro questo fatto non c'è nessun mistero, lo sanno anche i sassi che la Banca d'Italia è il tesoriere dello Stato. Gli unici che non lo sanno sono i signoraggisti. Naturalmente, come spieghiamo nelle FAQ, non tutti gli utili della Banca d'Italia sono frutto del signoraggio (che oggi ovviamente è raccolto dalla BCE ma viene poi distribuito alle banche centrali nazionali dell'Eurozona), anzi, la maggior parte ha un'origine diversa.

Il fatto che oggi non esista più signoraggio per via della "Modern money mechanics" (?) non è vero. Semplicemente il signoraggio ha cambiato forma rispetto al mero "stampare banconote". La BCE continua a introdurre moneta nel sistema con varie operazioni di cui abbiamo dato esempio nelle FAQ. Basta consultare il bilancio annuale della BCE per vedere che esiste una parte di utili che dipendono dal signoraggio.

Ciao e a presto.

Salve, ora a prescindere

Salve, ora a prescindere dagli aspetti ragionieristici, sui quali solleva dubbi Marco della Luna in quanto la partita doppia sarebbe stata inventata nel 1498 per mascherare le operazioni dei banchieri fiorentini, le cui macchinazioni ci portiamo dietro fino alla schiavizzazione dei popoli, posto questa raccolta di aforismi che mi sembrano abbastanza eloquenti sul fatto che signoraggio o meno, bilanci falsi o meno, ci sia una regia che ha lavorato in modo molto efficace per renderci schiavi.
Mi sembra non si sia accennato alle multinazionali che essendo partecipate dalle banche, disponendo di risorse illimitate, essendo in vantaggio rispetto alle economie "locali" per gli effetti macabri della globalizzazione, acquistando lavoro, prodotti e materie prime dove costano meno, questo mix , banche e multinazionali si prendono la proprieta degli stati e delle persone.

Altra cosa, i MEFO, una sorta di moneta complementare, non gravata da debito contriburono ad annullare la disoccupazione in Germania da 6.600.00 a 400.000 unità in cinque anni.

https://docs.google.com/document/d/1dsCUrLmsqht0KQexONzEzYtHdchec1EQ49kF1VN-Sms/edit

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