Babbo Natale sgombera Gesù Bambino

Spero mi si perdonerà la scarsa ortodossia: pur essendo un ateo, un materialista, un mangiapreti ecc., stavo meditando sul Natale e specialmente sulla figura di Babbo Natale.
Babbo Natale nell’immaginazione di tutti è vestito di rosso, è un personaggio che ha naturalmente un sostrato religioso (San Nicola in Olanda e anche le rappresentazioni di Father Christmas nell’Inghilterra degli scontri confessionali), ma di fatto è dedito alla promozione del consumismo più esasperato, ha come vera patria l’America capitalista (altro che la Lapponia!), alcuni addirittura dicono che il suo abbigliamento sia stato consolidato nel folklore proprio dalle campagne pubblicitarie della Coca-Cola.
Noto forti somiglianze con la giunta di Pavia. Alla giunta di Pavia non manca un travestimento color rosso, fornitogli gentilmente dai partiti di sinistra, tra gli esponenti della sua maggioranza si fa anche volentieri sfoggio di virtù cristiane, ma sotto sotto non serve neppure grattare molto per trovare il contenuto, nettamente capitalista, di questo involucro fasullo. A differenza di Babbo Natale, tuttavia, che in temini economici opera nell’industria leggera e nella logistica, con un uso intensivo di forzalavoro elfica (crea perlomeno un po’ di occupazione), la nostra giunta sembra interessata specialmente alla rendita fondiaria.
Come Babbo Natale, anche questa giunta ha l’abitudine di portare regali costosi e in gran quantità ai bambini ricchi, mentre ai bambini poveri ne arrivano pochi o non ne arrivano affatto. Quest’anno il regalo della giunta ai bambini poveri che abitavano in una baracca (o vogliamo dire, per restare in tema natalizio, capanna?) nell’area della ex SNIA-Viscosa, è stato un bello sgombero.
In una gioiosa riunione di giunta, già in clima festivo, con gli addobbi che decoravano le vie del centro che si intravedevano dalle finestre di palazzo Mezzabarba, i nostri aspiranti Santa Claus hanno deciso che bella sorpresa fare ai bambini della capanna (rumeni, quindi si presume cristiani, certo ben contenti di celebrare la nascita del Salvatore!): “Regaliamo una ruspa a quella famiglie sfortunate!”.
Ahimé, però, la ruspa non entra dal camino, tanto più considerato che quella baracca era priva di camino (e, temo, anche di riscaldamento: forse un po’ di carbone ai rom disubbidienti sarebbe stato gradito, in questo caso). Così la ruspa è entrata dalla porta - non proprio il 25 dicembre, con qualche settimana d’anticipo; ma lo spirito del Natale è stato comunque rispettato.
Alcune famiglie hanno così potuto ricongiungersi ai loro parenti rimasti in Romania, visto che uomini, donne e bambini sono stati presi di forza e deportati con un bell’aereo italiano fino a Bucarest. Sull’aereo, per la gioia dei bambini e delle loro mamme un po’ scioccati dall’arrivo della ruspa, servivano piccole fette di pandoro!
Altri bambini invece si sono spostati in una casa più grande, forse un po’ più fredda e meno “intima”, ma sempre molto accogliente e perfetta per trascorrere le feste in allegria: i capannoni della SNIA, ancora contaminati dai veleni industriali e da simpatici topolini (quelli che portano i soldi quando si perde un dentino?), anche se purtroppo privi di acqua (ma tanto a Natale si beve lo spumante).
Prodìgi dell’altruismo: le buone azioni hanno un effetto moltiplicatore, fare del bene a qualcuno è sempre anche fare bene a qualcun altro, e in fondo anche a se stessi. Infatti anche gli speculatori dell’edilizia sono stati ben contenti di questo sgombero, e i loro bambini avranno un motivo in più per festeggiare il Natale: “Il papà sta facendo buoni affari! nell’area SNIA si comincia a costruire davvero!”; e infine la giunta stessa ha avuto un bel risultato d’immagine, potrà brindare la sera della Vigilia alla sua lungimiranza. Come ha detto l’assessore: “E’ stato necessario sgomberare, perché altrimenti ne sarebbero arrivati altri!”; in fondo non si fa così anche coi piccioni che infestano i tetti delle nostre case? Nella baracca della SNIA non c’era un tetto che i molesti volatili potessero invadere, così il ruolo dei colombini, come in una recita natalizia all’asilo nido, era interpretato da esseri umani.
Buon Natale, giunta di centro-”sinistra”. E occhio ai sensi di colpa, che a volte fanno andare di traverso il panettone. Ma sono sicuro che non corriate nessun rischio.

(lettera inviata a la Provincia Pavese)

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