Grillo, l'Europa e il fascismo: storia di un post fatto col culo

Beppe Grillo ha pubblicato questo post il 17 novembre 2013. Il testo è un guazzabuglio così contraddittorio che merita di essere analizzato, per capire il modo di procedere confusionario e qualunquista della propaganda pentastrale anche quando parla di temi molto seri.

Il concetto di fondo è giusto: il modo in cui è costruita la cosiddetta "unità europea" crea una situazione in cui nell'Unione Europea si vive così male che si alimentano spinte centrifughe che prendono talvolta la forma di movimenti fascisti o fascistoidi. Tra l'altro, questo meccanismo è anche ciò che in parte ha alimentato il successo del Movimento 5 Stelle. La confusione è però onnipresente nel modo in cui viene sviluppato il ragionamento.

Il post appare come una allarmata denuncia del rischio di fascismo, ma al tempo stesso il fascismo è descritto come l'antagonista delle malvagie "oligarchie finanziarie"; si confonde cioè il modo in cui i fascisti amano rappresentarsi con la realtà, che è ben diversa. Per esempio si scrive:

Le oligarchie finanziarie si baloccano con governi compiacenti o direttamente imposti da loro. [...] Questi alchimisti dello spread evocano una nuova guerra santa contro i "populismi" rei di mettere in discussione un'architettura economica costruita sopra le teste dei cittadini, un atto profondamente anti democratico. [...] Il fascismo sta avanzando grazie a questi sciagurati in tutta Europa. [...] Chi sono i veri responsabili? Chi ha tradito la democrazia?

Questo è un procedimento retorico tipico del grillismo. La lettura è volutamente ambigua, perché ammicca all'idea che la reazione dei popoli europei di affidarsi alla xenofobia e ai nazionalismi sia in qualche modo giustificata (una variante della vecchia frase da bar: "A furia di essere razzisti contro gli italiani, ci avete fatto diventare razzisti!"). Al tempo stesso permette ai numerosi "esegeti filogrillini di sinistra" di dire che Grillo ha lanciato un allarme antifascista. Con ambiguità di questo genere Grillo ha potuto giustificare la scelta fascistoide di boicottare i cortei del 25 Aprile con la motivazione corretta che il 25 Aprile non c'è più niente da festeggiare.

Ma teniamo pure buona l'interpretazione più ovvia del post, e cioè che Grillo voglia dire che la costruzione europea alimenta il fascismo e che per questo motivo bisogna contrapporre una soluzione diversa. In effetti definisce il fascismo "mostro" dicendo che rischia di divorare "le democrazie". La realtà è che in generale il capitalismo e la sua crisi generano il fascismo, non solo nella zona euro e non solo in Europa, e che lo generano non come antagonista (come sembra credere Grillo) ma come propria "ultima linea di difesa". Quel che andrebbe detto, insomma, è che sotto sotto i fascisti sono in realtà dei difensori dell'attuale assetto sociale (e storicamente sono anche sempre stati sostenitori di un'idea reazionaria di unità dell'Europa, si vedano per esempio questo manifesto fascista e quest'altro). D'altronde anche Grillo è alla fine della fiera un difensore dell'attuale ordine sociale.

In una denuncia del rischio fascista in Europa, un punto prominente dovrebbe essere dedicato alla denuncia del razzismo che fomenta la guerra tra poveri dividendo tra di loro lavoratori di diverse origini etniche. Invece Grillo fa sua proprio la denuncia da destra dell'immigrazione come concausa della crisi:

La povertà e la disoccupazione dilagano ovunque in Europa insieme a un'emigrazione incontrollata dall'Africa e dall'Est dell'area Schenghen, a cui non aderisce la Gran Bretagna che sta studiando nuove limitazioni agli ingressi

Ma allora i fascisti hanno ragione? Si noti anche il peloso riferimento alla Gran Bretagna (e subito dopo anche alla Danimarca), volto ad alimentare l'idea qualunquista che "noi italiani ci facciamo sempre far fessi" mentre ci sono altri più furbi di noi che hanno capito che bisogna tenere a bada gli immigrati.

Il post procede denunciando il crollo della solidarietà internazionale all'interno del continente:

Solidarietà doveva essere la prima parola, il primo mattone dell'edificio europeo.

In realtà la frase, che suona giusta a livello "valoriale", è una sciocchezza se significa che questo era quello che ci si sarebbe dovuti aspettare dall'Unione Europea. L'UE imperialista è stata costruita da principio come un accordo di interesse dove chi resta indietro la paga cara.

La minaccia fascista in Europa è fortemente esagerata nel post, che dà la vittoria della ultradestra per certa nel prossimo periodo. Questa descrizione (che paradossalmente è condivisa da molti analisti di sinistra e anche di estrema sinistra) è poco fondata ed è strumentale a far scomparire nella descrizione della situazione europea l'esistenza della sinistra radicale, dei movimenti di protesta contro l'austerity, del movimento operaio e più in generale della lotta di classe. Sembra che in Europa esistano due forze: le oligarchie finanziarie e i fascisti. In Italia abbiamo la fortuna di avere il M5S che ci risparmia il rischio fascista, ma nel resto d'Europa tutto è perduto. La realtà è che i gruppi fascisti esistono e sono pericolosi, ma il movimento operaio è quasi ovunque molto più forte e rappresenta il vero antagonista dei poteri forti europei.

Un sondaggio di ieri dà Alba Dorata primo partito in Grecia con il 26%, in Francia il Front National di Marine Le Pen è dato come primo partito dalla sua nascita con il 24%, in Norvegia ha vinto il Partito conservatore insieme all'affermazione del Partito del progresso, nel quale militò Anders Breivik, responsabile dell'uccisione di 77 persone.

Alba Dorata è data al 26% da un solo sondaggio senza alcun valore statistico fatto da un sito web, di cui si è parlato praticamente solo in Italia grazie a un pessimo articolo de "Il Fatto Quotidiano" e nei circuiti neonazisti. In realtà i partiti che dominano i sondaggi e superano il 20% delle intenzioni di voti sono solo Nuova Democrazia, di centrodestra, e Syriza, la coalizione della sinistra radicale di provenienza comunista (ci sono poi anche i comunisti più duri del KKE che stanno intorno al 5%). Alba Dorata ha ancora un certo consenso ma sta di gran lunga sotto il 10% e dopo le grandi manifestazioni popolari seguite all'uccisione del rapper comunista Pavlos Fyssas non è credibile che Alba Dorata possa mai prendere il potere in Grecia.

Marine Le Pen è un caso più preoccupante per quanto riguarda i consensi. Sarebbe interessante notare in realtà le somiglianze tra la retorica del Front National e quella del Movimento 5 Stelle, per esempio entrambi usano lo slogan "Né di destra né di sinistra". Sulla base di queste somiglianze, mi è capitato di leggere affermazioni favorevoli a Le Pen da parte di esponenti locali del Movimento 5 Stelle, che negavano risolutamente che FN fosse un movimento fascista... Ad ogni modo, più di una volta la fiamma tricolore francese ha avuto buoni risultati nel voto di protesta delle elezioni presidenziali per poi ridimensionarsi parecchio alle elezioni legislative.

In Norvegia, il partito a cui era iscritto Breivik (che comunque non ha ovviamente le stesse posizioni dello stragista razzista e anticomunista) è alleato, come dice lo stesso post, della destra conservatrice. Questa è una eclatante dimostrazione del fatto che queste forze in realtà agiscono come puntello alla destra ufficiale e "moderata". La stessa Alba Dorata per un certo periodo è stata presa in considerazione da Nuova Democrazia come possibile alleato di governo (l'ipotesi è oggi tramontata).

Ma il punto più strampalato del post è quello che riguarda l'Ungheria:

In Ungheria il governo di estrema destra ha stilato una lista nera di personalità che avrebbero fornito ai media stranieri informazioni contro l'immagine dell'Ungheria. Viktor Orban, il primo ministro, ha cambiato la Costituzione minando l'indipendenza della Banca centrale, l'autonomia della magistratura e dell'autorità garante della privacy e ha come obiettivo la Grande Ungheria nazionalista.

Qui Grillo fa apparentemente una lista dei crimini di Orban. Si nota subito come venga evitato accuratamente qualsiasi riferimento al razzismo del governo ungherese contro ebrei, zingari e stranieri. In cosa consisterebbe dunque il rischio fascista in Ungheria? nel fatto di aver minato "l'indipendenza della Banca centrale". Ho dovuto rileggere varie volte questo passo perché non credevo fosse possibile che Grillo scrivesse una cosa simile. La sacra "indipendenza" della Banca centrale è un precetto del liberismo sfrenato, difeso proprio dalle "oligarchie finanziarie" europee nel caso della BCE. Più volte Grillo si è scagliato contro l'indipendenza della BCE, che è precisamente uno degli aspetti del male che il post descrive nella prima parte del post, e cioè dell'autonomia dei meccanismi finanziari europei dagli interessi popolari. Naturalmente Orban non rappresenta per me gli interessi del popolo ungherese, ma questi non sono certo rappresentati neppure dai governatori "indipendenti" della banca centrale ungherese. Un governo progressista che volesse fare gli interessi dei lavoratori e delle masse popolari in Ungheria come in Italia come in Grecia dovrebbe senz'altro agire "minando l'indipendenza della Banca centrale" come ha fatto Hugo Chávez in Venezuela. Viene da domandarsi se Grillo sappia di cosa parla o stia semplicemente collezionando luoghi comuni per catturare voti e usarli per i propri fini.

In conclusione, la riduzione della crisi del capitalismo e dell'austerity europea a un problema dovuto alla finanza (e gli industriali non c'entrano niente?), all'immigrazione "incontrollata" e ai meccanismi dell'euro, riproduce le stesse analisi bacate dei movimenti di estrema destra, e semina confusione e demoralizzazione tra i lavoratori. A proposito... ma Grillo lo saprà che in Norvegia e in Ungheria non c'è l'euro?

Una tremenda delusione,

Una tremenda delusione, specie la storia dell'indipendenza della banca centrale. Certo non li voterò ancora alle europee, ma neppure voterò alcun partito che non propugni piena occupazione, ammortizzatori sociali, uscita dall'euro e dall'architettura in stile stati uniti d'europa. Nonché azzeramento, se non è troppo, dei vertici che non hanno denunciato (per paternalismo, per governare con prodi, per stupidità...) le storture di questo sistema europeo.
No sul serio, chi è il più antieurista a sinistra, che lo voto? Qualcuno che dica, se vinciamo usciamo?

Un post, una delusione

Non entro nel merito di quanto è scritto in quell'articolo, un'analisi che non condivido (del tutto... non vorrei che senza specificare ciò mi si rinfacci che lascio intendere che ci siano solo cose che non condivido e non dico invece che ci sono cose che condivido...).
Le analisi non vanno fatte stando con il muso attaccato a quello che si vorrebbe analizzare, altrimenti si rischia di non avere uno sguardo d'insieme; per questo trarre conclusioni definitive da un solo post mi sembra un po' assurdo.
Comunque, visto che scrivo ad elezioni avvenute: a sinistra (quella che si insiste e non si capisce su che basi a chiamare sinistra) nessun partito dice usciamo se vinciamo. Anzi a sinistra (sempre per voler aderire a questa sciocca usanza di usare sinistra-destra per descrivere la politica nazionale e i partiti presenti) sono tutti euristi convinti e blandamente critici nei confronti dell'unione Europea, ma niente di che. La Lega, secondo quanto scrivi mi sa che la metti a destra, quindi niente. Il M5S per quel post di Grillo e chissà per quanti altri errori di comunicazione lo hai escluso già. In pratica non ti è rimasto altro che l'astensione. Quindi suppongo tu sia uno dei molti astenuti. Corretto?
F.

Cosa c'entra?

Ciao Federica,
non capisco cosa c'entri la tua domanda. Anche gli "errori di comunicazione" non c'entrano niente, quel post non era un errore ma uno scritto dove ogni parola era ben calcolata per ottenere un certo effetto, come spiego.
Mi pare comunque che col senno di poi (abboccamenti con Farage ecc.) la mia analisi fosse fin troppo azzeccata.

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