Dieci cose dette a uno di SEL

Spero di non sembrarti sbrigativo se rispondo "a battute", ma cercherò di dire in ogni battuta qualcosa che sintetizzi ciò che davvero penso.

  1. Il mal di pancia è una forza possente in politica, perché rappresenta l'indignazione e il rifiuto dei "rospi", cioè del conformismo nei confronti del sistema.
  2. Io non voglio alimentare i vostri mal di pancia, perché comunque sono dolorosi, ma voglio perlomeno combattere i "digestivi", ossia piccoli trucchi retorici usati per convincere e autoconvincersi che il rospo in realtà è una rana e che tutto sommato la rana, fatta fritta, è buona.
  3. Uno di questi "digestivi", molto in uso dentro SEL, è rifiutarsi di accettare che quel che sembra che Vendola abbia detto sia in effetti ciò che Vendola ha detto. Ti ricorderai che lo stesso meccanismo era utilizzato dentro Rifondazione con le frequenti esternazioni di Bertinotti; i trinariciuti bertinottiani in sezione dicevano sempre che la stampa borghese aveva distorto le sue dichiarazioni, invece poi era vero - e a distorcerle ad uso di quei militonti semmai era Liberazione.
  4. Sono d'accordo che Prodi sia caduto "per colpa sua" in senso morale. Ma in politica questo conta poco e in questi casi chi viene punito più duramente per il cinismo dei cinici non sono i cinici ma gli idealisti (o i presunti tali) che hanno scioccamente creduto in loro. Nessuno se la prende con Prodi se fa il Prodi, ma tutti se la sono presa con Bertinotti per aver fatto il Bertinotti.
  5. Parliamo seriamente: il "vincolo di coalizione" è una scemenza puerile. Ognuno in una coalizione fa quel che gli pare, se siamo materialisti dobbiamo ammettere che le "parole d'onore" e i "patti sottoscritti" non hanno alcun peso nel mondo reale. Se ci sarà una coalizione le sue varie componenti agiranno secondo ciò che è loro interesse opportunistico fare. Il PD è un partito borghese e quindi agirà secondo la sua natura.
  6. Su Fassina dici bene: non conta nulla; e per giunta è anche meno "dalla parte del lavoro" di quel che molti credono. Lo si è visto al momento buono quando si trattava di scegliere se partecipare o no alla manifestazione della FIOM.
  7. Io sono favorevole in linea di principio ad un'alleanza delle sinistre sulla base di un programma "di rottura". Credo tuttavia che sia quasi impossibile che SEL partecipi ad un'alleanza di questo genere; il caso migliore plausibile è che SEL si scinda, una parte col PD e una parte con l'alternativa. Se SEL resta unita, resta un feudo di Nichi Vendola e quindi una costola del PD.
  8. Sicuramente un programma scritto dalle sinistre unite senza PD sarebbe un programma con molte suggestioni e illusioni keynesiane, come quello di Syriza o anche peggio. Il fatto è che un keynesismo di sinistra oggi è impossibile, quindi arrivati al dunque o si accettano l'austerity e il capitalismo o si rinuncia al keynesismo e si imbocca una strada in qualche modo rivoluzionaria. Questo è lo stesso dilemma che si troverà di fronte Syriza.
  9. Io non credo che le rivoluzioni le facciano i partiti rivoluzionari. Le rivoluzioni le fanno le masse, i partiti rivoluzionari servono per vincerle. In mezzo ci sono tempi e spazi anche molto vasti dove, come si è visto in Cile con Allende o in Venezuela con Chávez, anche leader con idee confuse possono essere spinti dalle masse più in là di quel che credevano possibile.
  10. In Europa ci sarà una catena di rivoluzioni. Prepariamoci.
(Copiato quasi pari pari da una discussione su Facebook con Enea Boria Santoni, che qui ringrazio.)

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