Clubhouse88 Pavia: colpito e affondato!

Ieri (5 aprile 2012) il segretario di Rifondazione Comunista di Pavia è stato convocato in questura. La polizia era molto arrabbiata perché l'Osservatorio Antifascista Pavese, un fronte ampio di organizzazioni e individui che da anni si occupano di contrastare la minaccia dell'estrema destra nella nostra città, all'ora di pranzo aveva convocato una conferenza stampa con TV e giornali. Questa conferenza stampa aveva l'obiettivo di denunciare l'apertura, prevista per domani (7 aprile 2012), di una sorta di locale neonazista col nome Clubhouse88 (88 sta per HH, cioè "Heil Hitler"), sulla via Vigentina. Quel che aveva irritato la polizia è che la conferenza stampa l'abbiamo tenuta proprio davanti al Clubhouse88. Secondo la polizia, così facendo abbiamo rischiato di scatenare la violenza dei fascisti del Clubhouse88.

Qui sorge la prima domanda: ma allora la polizia è cosciente del fatto che l'apertura di un covo di naziskin crea una minaccia in tutta la zona circostante? e se è così, perché una settimana prima ci ha detto che andava tutto bene e non avevamo motivo di preoccuparci?

In effetti, da molti giorni l'Osservatorio Antifascista e le forze che ne fanno parte o lo appoggiano (citiamo Rifondazione Comunista e il PdCI, Studenti in Crisi e tutti i compagni dell'ex Barattolo, l'Unione degli Universitari, il circolo ARCI Radio Aut, l'ANPI universitaria, l'Arcigay, l'UILDM ecc.) avevano precisamente chiesto che questo covo non aprisse perché avrebbe comportato, come tutte le aperture di sedi fasciste a Pavia negli ultimi anni, inevitabili esplosioni di violenza. Avevamo anche detto che avremmo fatto un presidio di protesta di fronte al locale nel giorno dell'inaugurazione; la polizia ci ha risposto che invece di proibire il concerto neonazista avrebbe proibito... la nostra protesta.

Qui però la storia comincia a farsi divertente. Dopo la ramanzina per la conferenza stampa incauta e dopo aver chiesto lumi su cosa intendessimo fare a proposito del presidio che loro stessi ci avevano proibito, i questurini annunciano al segretario del PRC che il Clubhouse88 ha annullato l'inaugurazione e addirittura chiuderà, con tanto di consegna delle chiavi alle forze dell'ordine. Il motivo è che "non aveva i permessi" per essere dichiarato idoneo a diventare una nazidiscoteca. La cosa buffa è che i poliziotti che hanno verificato che il posto fosse in regola non li abbiamo chiamati noi; sono arrivati mentre noi facevamo la conferenza stampa, poco dopo che tre o quattro fascisti sono usciti dal covo preoccupati dalla nostra presenza. Sospettiamo insomma che li abbiano chiamati loro stessi.

Ecco dunque un'altra domanda che rimane irrisposta: come mai la polizia non aveva controllato che il posto fosse in regola nonostante noi avessimo sollevato il problema di quel covo da più di una settimana? se non fossimo andati coraggiosamente proprio lì davanti, il posto avrebbe aperto senza essere in regola? quanto seriamente dobbiamo dunque d'ora in poi prendere quei funzionari di polizia che ci dicono ad ogni pie' sospinto che loro stanno solo applicando le leggi?

In questi giorni avevamo iniziato non solo a contattare i mezzi di comunicazione e a fare polemica su Internet, ma anche a volantinare tra la gente comune per costruire consenso e partecipazione attorno alla nostra iniziativa. Evidentemente sono questa mobilitazione dal basso e la minaccia di una manifestazione ad aver convinto le forze dello Stato ad intervenire per premere il pulsante "off" sulla capoccia dei fascisti, che in pratica sono come dei robot telecomandati. Ma telecomandati da chi?

A questo punto ci tocca parlare di Marco Galandra. Costui è un ex AN diventato assessore alla Sicurezza e alla Polizia Locale del Comune di Pavia dopo le elezioni del 2009 vinte dal berlusconiano Alessandro Cattaneo. Il 25 febbraio scorso l'assessore Galandra ha partecipato ad un'assemblea pubblica di Forza Nuova sul signoraggio e la "moneta di popolo". Ho risposto a queste scempiaggini complottiste nelle FAQ sul signoraggio che ho scritto insieme a Luca Lombardi. In quell'assemblea c'erano vari oratori ufficiali e ospiti importanti seduti in presidenza. Uno di loro era un certo Marco Saba, candidato varie volte in liste di estrema destra, che Galandra ha definito "economista": siccome crede alle teorie complottiste sul signoraggio, definirlo tale sarebbe come definire biologo un seguace del creazionismo. Un altro era lo stesso Galandra, che stando alle sue stesse dichiarazioni era stato inviato a quell'assemblea in rappresentanza della giunta comunale di centrodestra. Addirittura, Galandra ha sostenuto su Facebook di essere rimasto d'accordo con i fascisti di Forza Nuova affinché inviassero alla giunta le loro proposte in materia economica.

Galandra si è offeso perché abbiamo sottolineato l'imbarazzante coincidenza fra questa sua interlocuzione e la successiva apertura di un locale neonazista in quella che era la sede proprio di Forza Nuova, ad opera di elementi di quell'area che in passato sono stati condanati in tribunale per gravi aggressioni di stampo fascista. Ci ha risposto in questa videointervista.

La risposta è esilarante perché mette una pezza peggiore del buco, confermando le nostre accuse. Su una cosa possiamo rassicurare Galandra: nessuno pensa che lui sia un agente di Forza Nuova; al contrario, noi crediamo che i fascisti di Forza Nuova e i naziskin siano agenti, consapevolmente o nei fatti, della destra ufficiale. Ho visto coi miei occhi i naziskin pavesi numerosi anni fa recarsi nella sede della Lega Nord per incontrare quello che oggi è il vicesindaco di Pavia. Un altro di loro si candidò alle scorse comunali in una lista del centrodestra. Loro stessi affermarono nei loro siti che nel 2009 non si erano presentati alle elezioni per favorire l'elezione di Alessandro Cattaneo e di altri politici che definivano "amici".

Non deve quindi temere l'assessore che noi si creda che lui condivida le idee, peraltro deliranti, di Forza Nuova. Si potrebbe piuttosto ironizzare sul fatto che nel bel mezzo di una grave crisi economica chi governa una città di 70mila abitanti debba rivolgersi a dei ciarlatani per avere ricette economiche. D'altronde i politicanti formalmente al potere non decidono in realtà nulla per quel che riguarda la politica economica italiana, che in questa fase è gestita ormai direttamente dal grande capitale finanziario. Banchieri e padroni non si aspettano da loro competenza, ma soltanto che rispondano agli ordini e ne assecondino gli appetiti. In questo sono decisamente in gamba.

Chiudiamo con un interrogativo finale: è questa una vittoria antifascista? Diremmo di sì. Finché ci sarà il capitalismo, ci saranno i fascisti, quindi il problema non è certo "risolto" e si ripresenterà periodicamente. Sarebbe "giusto" in astratto che le sedi fasciste venissero chiuse perché fasciste e non perché non hanno i permessi o con qualche altro pretesto, ma non possiamo certo aspettarci molto di più; in questa società, i fascisti sono uno strumento del potere, quando il potere ne viene messo in imbarazzo si libera velocemente di loro, per poi utilizzarli di nuovo più avanti.

Lo abbiamo visto a Pavia numerose volte. Il gruppo originario di Forza Nuova Pavia, poi Veneto [sic] Fronte Skinheads (entrato ad un certo punto nella Fiamma Tricolore), venne utilizzato per una serie lunghissima di aggressioni e per due assedi al centro sociale Barattolo nel 2003, finché caparbiamente non li sconfiggemmo con una grande quantità di iniziative politiche di massa, incluso un processo penale che venne gestito da noi antifascisti come una vera e propria campagna politica. Ci toccò qualche volte anche dare qualche pugno per difenderci. Furono condannati al processo, disgregati al loro interno, isolati e per un po' scomparvero.

In seguito, nuovi seguaci di Forza Nuova aprirono una sede di fianco al centro sociale Barattolo. Anche lì, campagna politica di massa, fino ad una grave aggressione da parte loro che provocò una risposta di massa antifascista nel 2008, con l'assedio della loro sede fino alle 3 di notte. Due giorni dopo, la sede di via dei Mille chiuse.

Poi ci fu la "casa Barbarossa", un'occupazione fatta da Forza Nuova ed altri elementi di estrema destra in viale Sardegna. Il Barbarossa fu sacrificato dalla stessa giunta Cattaneo alle sue esigenze contingenti: nel 2010 a distanza di 24 ore vennero sgomberati prima il Barbarossa e poi il Barattolo; in questo modo il centrodestra, che pure per voce di alcuni suoi esponenti aveva appoggiato il Barbarossa, poteva mostrarsi solomonicamente neutrale nel suo intento di chiudere i centri sociali di qualsiasi colore politico. I fascisti sgomberati invece di prendersela con chi li aveva cacciati "stranamente" se la presero col Barattolo, scatenando nel giro di pochissimi giorni una sfilza notevole di violenze. A quanto pare i fascisti sanno benissimo qual è il loro ruolo e sono sempre pronti a perdonare i loro padroni quando decidono di sacrificarli temporaneamente come fa un bravo giocatore di scacchi coi pedoni.

Questa ennesima puntata della saga del neofascismo pavese non ha avuto dunque per noi un esito imprevisto; sapevamo - e lo abbiamo detto pubblicamente - che le nostre forze e il consenso di cui godiamo sono nettamente superiori a quelle, per quanto pericolose, dei fascisti. Abbiamo imparato come si fa a costruire consenso e consapevolezza, senza cedere né alla logica della guerra tra bande né a quella lagnosa degli inutili appelli alla Costituzione e ad istituzioni spesso complici.

Sapevamo che avremmo vinto e abbiamo dichiarato anche un po' spavaldamente che quel covo non aveva futuro. Ci ha stupito soltanto vincere così facilmente e così presto. Restiamo perciò vigili ma senza dimenticarci mai che il vero nemico è un altro, questi sono solo i suoi manovali.

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